Villa Pennisi in Musica: un Festival senza frontiere

Da quest’anno Quinte Parallele è Media Partner di Villa Pennisi in Musica. Ripercorriamo storia e progetti di una delle realtà più particolari del panorama musicale del nostro paese

Autore: Valerio Sebastiani

29 Luglio 2020

Da quest’anno Quinte Parallele è media-partner del Festival Villa Pennisi in Musica e ne seguirà tutte le tappe, attraverso interviste ai musicisti, dirette Instagram e incontri tematici.

Non sembrava possibile, ma infine ogni dubbio è stato spazzato via: l’estate dei festival musicali è, nonostante tutto, salva! E anche Villa Pennisi in Musica, già inserita nella lista dei Dieci festival imperdibili dell’estate italiana, tornerà ad animare le prime due settimane agostane ad Acireale, l’incantevole città barocca che sorge a metà della costa ionica.

L’avventura di Villa Pennisi in Musica nasce nel 2008, grazie alla sinergia tra la famiglia Pennisi e l’Associazione Musica Arte Ricerca di David Romano, spalla dei secondi violini dell’Orchestra Nazionale dell’Accademia di Santa Cecilia e membro fondatore del Sestetto Stradivari.
All’indomani della ristrutturazione della Villa appartenuta alla nobile famiglia Pennisi di Acireale, era chiaro che oltre a riportare agli antichi fasti la struttura (la quale, quando ancora era un albergo, ha ospitato illustri personaggi del calibro di Richard Wagner e dei Reali d’Italia), fosse necessario offrire alla comunità di Acireale un rinnovato arricchimento dell’offerta culturale e turistica.
Questo non poteva che avvenire attraverso l’ideazione di un Festival in grado di offrire uno sguardo complessivo, sincero, totale, sul mondo dello spettacolo dal vivo, coinvolgendo numerosi professionisti della musica, nuove leve del concertismo, architetti e designer.

 

Villa Pennisi in Musica, oltre la musica

Esattamente: non solo musica a Villa Pennisi, non solo concerti. Ma anche un luogo di ricerca, stimolato da una nutrita proposta di variegate Masterclass di musica, design e architettura.

Lo scopo di Villa Pennisi in Musica, osservato nel suo complesso, rimane certamente quello del connubio tra intrattenimento e alta formazione musicale (grazie al quale Acireale viene attraversata ogni estate da centinaia di turisti da molte parti del globo), ma il contributo portato dai docenti di architettura e design conduce il concept di Villa Pennisi in Musica oltre i perimetri del festival musicale estivo.

Ogni anno, grazie alla squadra composta da Sergio Pone, Serafino Di Rosario, Sofia Colabella, Bianca Parenti, Davide Ercolano e Daniele Lancia viene infatti organizzata una Masterclass tesa alla realizzazione e costruzione dello spazio acustico nel quale è ricavato il palco dove si terranno i concerti: la Resonant String Shell. Un padiglione temporaneo per la musica e lo spettacolo all’aperto (vincitore nel 2015 del prestigioso premio Peter Lord Award), pensato specificatamente come una macchina scenica per la musica da camera, realizzata attraverso materiali economici eco-sostenibili.

Per questa edizione, le limitazioni provocate dalla pandemia non permetteranno agli studenti ammessi alle Masterclass di seguire in carne e ossa le fasi di realizzazione, ma la formula del webinar, anche in questo caso, verrà opportunamente in aiuto, per garantire l’accessibilità a quella che è la linfa vitale del Festival: la sinergia tra le arti. Un fedele riflesso dello spirito creativo di Francesco Pennisi (1934-2000), compositore, fondatore dell’associazione Nuova Consonanza, scrittore e pittore, il quale nacque e crebbe tra le mura e nel giardino della Villa, trascorrendo gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza prima del trasferimento a Roma, immerso in un vivace e colto contesto familiare.

In quasi dodici anni di attività la direzione artistica del Festival ha portato, infatti, ad Acireale le manifestazioni più pregiate della musica cameristica italiana, mantenendo oltretutto un forte legame con i musicisti più giovani, coinvolti non solo nell’attività concertistica, ma anche nelle Masterclass, da quest’anno disponibili sia in presenza, che in remoto.

L’edizione 2020 del Festival ha in cartellone concerti che attraverseranno gran parte del tessuto cittadino, dividendosi tra la Cattedrale di Acireale, la Basilica di San Sebastiano, la Chiesa di Santa Maria La Scala e, infine, i giardini di Villa Pennisi.
Ciò che salta all’occhio anche nella programmazione di quest’anno è la grande varietà della proposta, in grado di spaziare tra molte delle manifestazioni della musica occidentale, andando da grandi classici della letteratura cameristica, fino al jazz di Chick Corea.

Villa Pennisi

La logica dei programmi

Dal 2 al 7 agosto, con i Sicilian Horn Ensemble, che eseguiranno musiche di Rossini, Mascagni, Wagner, fino a Piazzolla, Sinatra, Piovani e Morricone, in un concerto tutto dedicato alla musica per film; a seguire, quattro giovani promesse del pianismo italiano (Francesco Bravi, Filippo Tenisci, Adriano Leonardo Scapicchi e Stefano Rizzato), si dedicheranno ai pezzi più celebri della letteratura per pianoforte (come Mussorgsky e Debussy) e a nuove ossessioni dei più giovani virtuosi (come Rameau). Chiuderà questa prima sezione del festival Mario Sollazzo, con una doppia serata interamente dedicata alle Sonate di Domenico Scarlatti, che saranno eseguite su un preziosissimo clavicembalo originale del ‘700, che arriva per la prima volta in Sicilia dopo il restauro nel 2019 presso l’atelier di Ugo Casiglia.

Il Festival proseguirà nei giardini di Villa Pennisi dall’8 al 13 agosto, con una serie di concerti animati da importanti figure del concertismo italiano, soprattutto di provenienza ceciliana.
Aprirà, infatti, quest’ultima sezione del festival il Carbonare Clarinet Trio, formazione che porta il nome del clarinettista Alessandro Carbonare, in un programma eterogeneo, che spazia da Mozart a Chick Corea, fino alle musiche del compositore e polistrumentista brasiliano Egberto Gismonti.

Mendelssohn e Šostakovič saranno i protagonisti della serata del 9 agosto, con la formazione Otto sul palco, una formazione creata ad hoc tramite l’unione del Sestetto Stradivari e la giovane promessa dell’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia Andrea Obiso, violinista palermitano.

Il primo oboe del Teatro alla Scala di Milano, Fabien Thouand animerà la serata del 10 agosto, interamente dedicala alla musica francese, in particolare Francis Poulenc e Theodor Dubois.

Per la terza volta consecutiva sarà ospite di Villa Pennisi in Musica Beatrice Rana, affiancata al pianoforte da Massimo Spada e da Andrea Obiso. Il trio eseguirà due brani degli anni Dieci del Novecento, Miti di Karol Szymanowski e Le sacre du printemps, nella versione per due pianoforti, di Igor Stravinskij. Due composizioni che, in un certo qual modo, creano un effetto a specchi, per la tensione verso la costante ricerca di novità e alternative alla tradizione tonale, coniugata con la ricerca di inedite sonorità, tipica degli anni dell’Avanguardia Storica.

Villa Pennisi

Ezio Bosso e una rarità cameristica

Il 12 agosto la serata sarà dedicata interamente alla memoria del compositore e direttore d’orchestra Ezio Bosso, scomparso lo scorso maggio e amico di lunga data del direttore artistico del festival David Romano, il quale non perse mai un’occasione di invitare il direttore d’orchestra come ospite delle Masterclass e dei concerti. “Il mio giardino segreto”: così il maestro Bosso definiva gli spazi di Villa Pennisi, in occasione del Festival 2018. Un luogo di elezione, in cui riusciva a realizzare con serenità, lontano dal chiacchiericcio dei riflettori, alcuni dei punti fondanti della sua personale visione musicale, legata strettamente agli elementi più sensibili della ricezione musicale, lo spazio sonoro e la fonia (passione praticata dal maestro in tempi non sospetti).

Chiusura in grande stile il 13 agosto, con una serata beethoveniana, durante la quale il Sestetto Stradivari eseguirà la versione per sestetto d’archi della Sesta Sinfonia detta “Pastorale” di Beethoven, realizzata nel 1810 da Michael Gottard Fischer. Questi, un contemporaneo del celebre compositore di Bonn, fu talentuoso musicista e organista, che colse immediatamente la visione della musica “a programma” della Pastorale, trasferendone con grande sapienza i diversi climi e colori, in un organico estremamente curioso. Potrebbe forse stupire, di primo acchito, l’assenza dei timbri fondamentali degli ottoni; Fischer riuscì comunque a riconsegnare una trascrizione estremamente godibile, sia per gli ascoltatori che per gli esecutori, che si consolidò stabilmente all’interno dei repertori cameristici.

Rimanete sintonizzati sui nostri canali Facebook e Instagram per seguire tutte le tappe del Festival: in particolare le interviste che intratterremo ogni giorno alle 19:00 con Alessandro Carbonare, Andrea Obiso, Beatrice Rana e David Romano prima di ogni loro concerto!

Written by Valerio Sebastiani

Classe 1992. Storico della Musica, divulgatore, assistente personale del compositore Luca Lombardi. Nell'ambito della ricerca musicologica si occupa in maniera fervente (e partigiana) di musica del Novecento (soprattutto dagli anni '50 in poi). Responsabile delle pubbliche relazioni di Quinte Parallele e curatore insieme a Michele Sarti della rubrica "Testimoni del presente" dedicata ai compositori contemporanei.

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