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Festival Pontino di Musica e la pianura si riempie di musica

di Luca Cianfoni - 2 Luglio 2021

Di eventi particolari la storia della musica ne colleziona molti; uno di quelli che può entrare nel catalogo e che ha cambiato notevolmente la storia di un territorio è sicuramente una cena a base di cicerchie, in provincia di Latina, nel 1970. Da quel pasto è nata l’odierna Fondazione Campus Internazionale di Musica che nei successivi 50 anni – festeggiati lo scorso anno -, ha portato la musica classica e quella contemporanea nelle nuove città nate dalla bonifica delle pianure pontine. Nel 1963 ci aveva provato la famiglia Caetani, che alla morte di uno dei suoi ultimi discendenti, Roffredo – musicista  e compositore di fama nazionale e internazionale e figlioccio di Franz Liszt -, aveva ideato il Festival di Musica da Camera. Nonostante i luoghi magnifici in cui si svolgeva la rassegna, la nobile famiglia romana non aveva le energie per portare avanti questa bellissima iniziativa. Proprio in questo momento ha avuto luogo la cena a base di cicerchia, che vede coinvolti Domenico Brignola, Renato Busco, Guido Mosillo e Riccardo Cerocchi (futuro presidente fino al 2013), quattro personalità pontine tutte amanti della musica, che decisero di continuare l’opera del Festival di Musica da Camera, facendo nascere il Festival Pontino di Musica. L’obiettivo era il medesimo, coltivare l’amore e la passione per la musica; lo spirito completamente diverso passava per il coinvolgimento delle istituzioni e soprattutto di tutta la società pontina. I risultati sono 50 anni ininterrotti di musica, di stagioni invernali, convegni internazionali e Festival, di cui le gambe portanti sono la musica contemporanea e i giovani.

Questi ultimi sono al centro dei corsi di perfezionamento che vengono ospitati nel Castello di Sermoneta, custodito dalla Fondazione Roffredo Caetani. Dal pianoforte agli strumenti ad arco, da quelli a fiato alla composizione e alla musica da camera; ogni anno per l’intero mese di luglio, un luogo nato per difendersi, contornato da mura ben spesse e capace di isolarsi dal resto del mondo alzando il suo ponte levatoio, diventa fonte radiante di musica. Giovani da tutto il mondo arrivavano e arrivano ancora sul piccolo colle che domina la pianura pontina, attratti anni fa da Maestri come Elissò Virsaladze, Bruno Canino, Aldo Ciccolini, Sandor Vegh, Peter-Lukas Graf, Richard Stoltzman, Bruno Giuranna, Rocco Filippini, Cesare Ferraresi, Alberto Lysy, Mariana Sirbu e molti altri. Per l’edizione 2021 i corsi si fregiano di Maestri altrettanto importanti come: Mario Caroli per il flauto, Carlo Fabiano per la Musica da Camera, Alessandro Solbiati – direttore artistico della Rassegna – per la composizione, Claude Delangle per il saxofono, Corrado Rojac per la fisarmonica, Giovanni Gnocchi per il violoncello e la Musica da Camera, Andrea Lucchesini per il pianoforte e Franco Petracchi per il contrabbasso, decano dei corsi, che ha diretto per più di 40 anni.

La preminente attenzione alla musica contemporanea è l’essenza dello spirito che ha guidato costantemente questa rassegna musicale e che ha sempre avuto l’obiettivo di coltivare non solo il repertorio dei grandi classici, ma anche quello di far scoprire al pubblico le nuove strade intraprese dalla musica colta. Da qui l’idea di coinvolgere in tavole rotonde e convegni, compositori, musicisti e musicologi provenienti da tutto il mondo, per confrontarsi e scambiarsi idee sulle prospettive della musica del futuro. I Presidenti Onorari del Festival Pontino di Musica sono stati sempre musicisti che incarnavano questo spirito: il primo, che ha guidato la rassegna fino alla sua morte è stato Goffredo Petrassi; oggi al suo posto Luis de Pablo

Quest’anno, come in ogni edizione del Festival Pontino, saranno numerose le prime esecuzioni durante gli Incontri di Musica Contemporanea che si terranno da venerdì 9 a domenica 11 luglio. In questi giorni opere di compositori giovanissimi come Roberto Mongardini (Così filavano le Parche) e Giorgio Astrei (Machine Learning N. 2) in prima assoluta e altre di Agata Zubel (What is the world), Javier Torres Maldonado (…en el aire…) e di Luis De Pablo (Fantasia ochentona e Pentimento) in prima italiana, verranno eseguite dal Syntax Ensemble; …ruft uns! di Alessandro Solbiati sarà un’altra prima assoluta suonata nella serata Sax e piano di Claude e Odile Catelin-Delangle; infine Meditativo e Quartetto con clarinetto di Ivan Vandor in prima assoluta verranno eseguite da Clara Riccucci, Duccio e Vittorio Ceccanti e Matteo Fossi nell’ultima serata degli Incontri.

Opere contemporanee che non si esauriscono nelle giornate a loro dedicate, ma che entrano anche all’interno dei programmi degli altri concerti, confrontandosi con i più grandi pezzi di repertorio; il duo Mario Caroli (flauto) e Pietro Ceresini (pianoforte), porterà in scena all’interno del Castello di Sermoneta musiche di Mél(anie) Bonis – compositrice che nel passato ha camuffato il suo nome nel maschile Mel, per poter così essere eseguita -, Takashi Yoshimatsu, Frank Martin e André Jolivet. Brani di repertorio come il Quartetto per archi “Razumowsky” di Beethoven eseguito dal Quartetto Piermarini, si alterneranno a concerti dominati dalle tre fisarmoniche di Patrizia Angeloni, Stefano Di Loreto e Umberto Turchi, in cui a farla da padrona saranno le prime assolute per fisarmonica da concerto delle opere di Maximiliano Amici, Vito Palumbo e Paolo Rotili con  adattamenti e trascrizioni per fisarmonica di lavori di Gian Carlo Menotti. Ci saranno concerti con programmi ricercati, che faranno confrontare compositori meno eseguiti come Glière e Kodàly con Beethoven, grazie al violino di Liza Fertschman, al violoncello di Giovanni Gnocchi e al pianoforte di Andrea Lucchesini; o come l’ensemble di ottoni Tubilustrium che conquisterà il palco dell’arena del Museo Cambellotti di Latina, con un programma da Bach alle musiche del cinema italiano di Nino Rota, Nicola Piovani e Ennio Morricone. Una grande emozione avvolgerà tutti il 18 luglio, nel concerto in memoria di Rocco Filippini, con musiche di Mendelssohn e Schubert eseguite dal Quartetto Guadagnini. Non poteva mancare, in questo anno in cui si celebrano i 7 secoli dalla scomparsa del sommo poeta, un concerto raffinato, totalmente dedicato a Dante Alighieri, ideato dal pianista Alfonso Alberti, con musiche di Roffredo Caetani (nel centocinquantenario della nascita), Franz Liszt, Giuseppe Verdi e Pëtr Il´ic Čajkovskij. Il 25 luglio tutti gli occhi saranno puntati sulla prima esecuzione integrale dei Valses nobles et sentimentales di Maurice Ravel, nella versione per quintetto d’archi di Luis de Pablo, mentre dalla collaborazione con la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado avrà luogo il 29 di luglio, nel chiostro rinascimentale di Sant’Oliva a Cori, il concerto di musica antica con musiche di Händel, Sammartini e Telemann, eseguite da Luca Bossi (flauto traversiere), Norma Torti (viola da gamba), Punto Bawono (tiorba) e Amelie Held (clavicembalo). A chiudere la rassegna del Festival Pontino sarà il duo Francesco D’Orazio (violino) e Giampaolo Nuti (pianoforte), che, oltre alla prima esecuzione assoluta della Fantasia interrotta per viola sola, di Luis De Pablo, per onorare l’anniversario beethoveniano caduto lo scorso anno, inizierà il ciclo dell’esecuzione integrale delle Sonate per violino e pianoforte del compositore di Bonn, con l‘ op. 12 n. 1, l’op. 24, e l’op. 30 n. 2, ciclo che continuerà nelle edizioni dei prossimi anni.

Un’offerta vastissima che spazia dalla musica antica a quella contemporanea, passando per i grandi classici del repertorio musicale, il tutto all’interno delle cornici favolose del Castello di Sermoneta, del Giardino di Ninfa (Cisterna di Latina), del Chiostro di Sant’Oliva (Cori) e dell’Arena del Museo Cambellotti (Latina).

Luca Cianfoni

Autore

Nato con la chitarra tra le mani e tante cose da dire, sempre alla ricerca delle parole giuste. Laureato in Musicologia all'Università "La Sapienza", provo a metter nero su bianco le parole trovate.

Amo la filosofia, le etimologie e le intersezioni della cultura; ma anche un buon vino può bastare.

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