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La nuova stagione del Palazzetto Bru Zane

di Matteo Poiani - 17 Settembre 2021

“L’imbarazzo della scelta” poteva essere un ottimo titolo. La soverchiante organizzazione del “piccolo” e giovane Palazzetto Bru Zane lascia davvero lo stupore in chiunque voglia approcciarsi a questa eccellente istituzione. Le produzioni non si stagliano solo nella laguna veneziana (dove le sedi principali sono il Palazzetto stesso e la Scuola Grande San Giovanni Evangelista, situati in Sestiere San Polo) ma anche in Francia, Belgio, Ungheria e perfino in Canada, senza contare le previsioni di collaborazioni con i paesi asiatici.

Nella rapida e densa conferenza stampa (conclusasi con un piacevole assaggio del concerto serale), il direttore Alexandre Dratwicki e le sue collaboratrici hanno presentato i vari eventi organizzati dal palazzetto con una particolare attenzione al festival invernale 2021 e primaverile 2022. In questi giorni comincia difatti un festival tanto interessante quanto inusuale: Eroica o Tirannica? La musica all’epoca di Napoleone Bonaparte (1795-1815). Sono anni cruciali per la Francia in cui si assiste a grandi novità culturali e musicali – come la fondazione del Conservatorio nel 1795 – alle quali Napoleone dà un impulso notevole, con la creazione della cappella imperiale e del Théâtre Italienne. Come già ricordava il direttore artistico in un’intervista concessaci recentemente, l’approccio a queste musiche avviene con diversi strumenti: musiche composte per l’epoca, ricette culinarie nate in occasione delle battaglie napoleoniche (il celebre Pollo alla Marengo) e che hanno a loro volta creato e ispirato nuove musiche, gusti personali di Napoleone e il suo endorsement alle beaux arts, la propaganda musicale dell’epoca.

Prima di parlare del festival a Venezia è doveroso soffermarsi sui progetti internazionali del Palazzetto Bru Zane, in particolare il ciclo Il suono dell’impero. La musica all’epoca di Napoleone Bonaparte (1795-1815). Di notevole interesse è la riproposta (12 gennaio 2022 a Bozar, Bruxelles, e 3 febbraio a Arsenal de Metz) delle musiche per l’incoronazione di Napoleone del 1804: un pezzo del Requiem di Mozart rivisitato e una messa di Giovanni Paisiello scritta appositamente per l’occasione. È difatti il compositore italiano il preferito di Napoleone, e ciò ci suggerisce come “musica francese” non riguardi strettamente la nazionalità dei compositori: Parigi è un vero crogiolo di musicisti che provengono in particolare dall’Italia già da molto tempo (come Lulli>Lully nel XVIII sec). Per rimanere nell’ambito italo-francese, è prevista l’esecuzione (9 marzo 2022 a Müpa, Budapest) de Les Abencérages (1813) di Luigi Cherubini, un’opera che segnò il suo ritorno all’Opéra di Parigi dopo dieci anni di assenza. Il terzo grande compositore italiano in terra francese è Gaspare Spontini, e la sua celebre La vestale (1807 con dedica all’imperatrice Giuseppina) sarà eseguita in forma di concerto al Théâtre de Champs-Élysées di Parigi (22 giugno 2022). Ritornando al festival di Venezia Eroica o Tirannica?, vi è la concentrazione di 6 concerti e 4 conferenze con l’inizio tra pochi giorni: il 25 settembre alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista (nelle vicinanze di Palazzetto Bru Zane sempre in sestiere San Polo) vi saranno arie d’opera trascritte per soprano e quartetto d’archi; il 26 settembre si ritorna al palazzetto con opere per pianoforte solo “All’alba di Chopin”; venerdì 8 ottobre studi per pianoforte di Montgeroult; il 19 ottobre opere (quasi sconosciute!) per duo di chitarre; il 4 novembre musica da camera per trio d’archi e per finire il 12 novembre le musiche per quartetto d’archi di Baillot, Hérold e Jadin. Per questo progetto sulla musica ai tempi napoleonici si è anche iniziata una collaborazione con l’Archivio di Stato di Venezia, che deve molto alla presenza napoleonica: la curatrice della conferenza Monica del Rio ha spiegato come Napoleone non fu visto solo come un “cuculo corso” (cioè come un uccello che posizione le sue uova in altri nidi per distruggerli), ma anche in altre vesti ben più interessanti e stimolanti per la cultura dell’epoca. Questo grande progetto sulla musica tra il 1795 e il 1815 si propone come molto interessante e certamente innovativo.

L’altro grande progetto, 7 concerti e una conferenza, che coinvolgerà il Palazzetto Bru Zane nella primavera 2022 8 dal 2 aprile al 27 maggio) è attorno alla figura di César Franck, di cui ricorrerà il bicentenario (1822-1890). Attorno a questa grande figura vi è però una vera scuola di allievi, correnti interne e influenze dall’esterno: attraverso la sua scuola organistica, il wagnerismo arrivò a dei notevoli sviluppi nella Francia del secondo ‘800. Il progetto però più ambizioso, definito così dagli organizzatori stessi, è la messa in scena de La vie Parisienne (1866) di Jacques Offenbach. Sono previste in totale 16 rappresentazioni tra Rouen, Tours e Parigi. In quest’ultima vi saranno nove recite (il più alto numero dal XIX sec.) al Théâtre des Champs-Élysées. La vera novità di questa realizzazione è la scoperta di arie e pezzi inediti che Offenbach dovette eliminare a causa della difficoltà degli stessi e mai più ripresi. Le edizioni musicali del Palazzetto Bru Zane si rivelano ancora una volta pioniere nella riscoperta e riproposta di novità e studi non indifferenti per l’Ottocento musicale francese.

Il Palazzetto non si propone solo di organizzare concerti a Venezia e in tutta Europa, ma anche di pubblicare con una certa assiduità registrazioni, partiture, documentazione dell’epoca, studi e atti di convegni. È appena stata pubblicata La princesse jaune (1872) di Saint-Säens, e sono previste altre pubblicazioni come La fille de Madame Angot (1872) di Charles Lecocq, Phyrne (1893) di Saint-Säens, Integrale delle mélodies e duetti per voci e pianoforte di César Franck, Le Voyage dans la lune (1875) di Offenbach e le Mélodies con orchestra di Jules Massenet. Un catalogo di previsione per i prossimi mesi che offre una vasta gamma di produzioni che spaziano dall’opera alla musica da camera a quella orchestrale. Non meno rilevanti i libri pubblicati o da pubblicare, come i vari volumi della corrispondenza di Paul Dukas, o gli scritti di Vincent d’Indy.

Il Palazzetto Bru Zane si mostra così al mondo, in plurime vesti anche digitali, senza disperdersi dalla loro missione principale, la musica francese dell’Ottocento, che ancora oggi è un mondo tutto da scoprire.

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