Norvegia, terra di direttori

L'innovativo progetto Dirigentløftet promuove il primo Nordic Conductors’ Forum

Da diversi anni, la Norvegia sta diventando uno dei centri culturali europei più interessanti. Non che siano mai mancate in Scandinavia e in Finlandia le realtà di eccellenza come festival, teatri e orchestre di ottimo livello, ma quello che ora si sta prefigurando è un approccio sistematico e progettuale con pochi paragoni in Europa, non più affidato alle singole iniziative di orchestre come la Oslo Philharmonic, compagine resa celebre da Mariss Jansons, che vi rimase per oltre 23 anni, e oggi guidata da Klaus Mäkelä. Tra i progetti più interessanti varati negli ultimi anni da Oslo troviamo Dirigentløftet, un programma di avvicinamento dei giovani alla direzione d’orchestra che aspira, nelle parole dei fondatori del progetto, a rendere la Norvegia una terra di direttori. «Il riferimento, ovviamente, è la Finlandia», commenta Morten Wensberg, direttore d’orchestra, didatta e direttore artistico di Dirigentløftet. «Non può essere un caso se da decenni la Finlandia continua a sfornare numerosi dei principali direttori del mondo. Noi ci siamo semplicemente chiesti se non potessimo farlo anche noi».

 

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Morten Wensberg apre il primo Nordic Conductors’ Forum. Foto di Ole Wuttudal.

 

Che gli danno da mangiare ai finlandesi?

«Finlandia e Norvegia sono due paesi simili», prosegue Wensberg, «abbiamo posizioni e dimensioni affini, pur con differenze culturali e linguistiche importanti. Ma queste non bastano a spiegare perché il mondo conosce oggi decine di grandi direttori finlandesi» come Esa-Pekka Salonen, Sakari Oramo, Jukka-Pekka Saraste, Hannu Lintu, fino ai più giovani Eva Ollikainen, Santtu Matias Rouvali e ovviamente il menzionato Mäkelä. Né si può imputare tutto questo successo a qualche miracolosa didattica finlandese, che può essere appresa da chiunque studi con, per dirne uno, il celebre Jorma Panula. Il vero segreto finlandese, secondo Wensberg, sta nell’approccio che permea il sistema musicale.

«In Finlandia c’è una vera cultura dell’investire nei talenti, che vengono cercati, guidati e sostenuti nel loro percorso sia di studi che di avviamento alla carriera. Nessuno nasce direttore, a dirigere si impara. Chiaramente c’è chi più ha più talento, ma dobbiamo superare l’idea che il direttore d’orchestra sia dotato di qualche potere magico. Ciò che serve è un percorso di formazione e di promozione che dia visibilità e investa nei giovani direttori, dando loro occasioni di alto livello, facendo un vero scouting di talenti e costruendo un vivaio da cui attingere».

Così, è nato Dirigentløftet, con un occhio alla Finlandia e uno al Dirigentforum tedesco, un progetto norvegese ma internazionale, che a novembre 2023 è diventato centro propulsivo e pulsante dell’appena nato Nordic Conductors’ Forum.

 

 Julie Røssland dirige la Bergen Filharmoniske Orkester durante la masterclass di Nikolaj Szeps-Znaider. Foto di Magnus Skrede.

 

Nascita, crescita e miracoli di un ecosistema musicale

Nel 2010 nasce a Stavanger, città situata sulla costa sudovest della Norvegia, una prima “Settimana della direzione”, nata un po’ per esperimento e andata in overbooking di iscrizioni già dalla prima edizione, grazie alla trasversalità dell’approccio. «Volevamo un progetto che si rivolgesse a chiunque, in cui il professionista come il curioso potessero trovare l’occasione per scoprire o approfondire il mondo della direzione d’orchestra», spiega Wensberg. Forte di qualche anno di “Dirigentuka”, nel 2015 Wensberg si presenta alla Sparebankstiftelsen DNB, fondazione della cassa di risparmio norvegese, per cercare sostegno nella creazione di qualcosa di nuovo, solo per scoprire che poco prima una riunione del direttivo della fondazione aveva stabilito tra le priorità il sostegno al percorso dei direttori d’orchestra norvegesi. «Un colpo di fortuna immenso. Sono tornato a casa e per mesi ho lavorato su un progetto che credevo utopico, cercando una risposta alla domanda: nel migliore dei mondi possibili, come potrebbe essere un ecosistema musicale per giovani direttori? Poi ho presentato questo progetto, pronto a doverlo ridimensionare. Non ce n’è stato bisogno». Iniziano i lavori per costruire lo scheletro di quello che sarà Dirigentløftet, nome assunto dopo l’ingresso nel progetto di Talent Norge, realtà pubblica nata nel 2015 con l’obiettivo di sostenere le eccellenze artistiche della Norvegia e suddivisa in svariati sottoprogetti di cui Dirigentløftet è oggi uno dei più importanti. Il risultato di questa unione tra Sparebank e Talent Norge è un progetto che procede su due binari: da un lato i progetti per i più piccoli, chiamati “Grassroots” e guidati da Eline Melgalvis; dall’altro il programmaElite”, il cui Program Leader è Dorran Alibaud. A unire i due progetti, la direzione artistica di Morten Wensberg.

 

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Una sessione del Dirigentløftet con Leo McFall. Sul podio Nina Haug. Foto di Sveinung Hoel Bjorå

 

In alto come in basso

«L’idea di fondo è che in ogni ensemble, che sia un’orchestra internazionale o il coro di una scuola di una remota vallata, la figura del direttore è una delle chiavi per la riuscita del progetto. Per questo investire in bravi direttori significa avere un effetto a cascata su tutto il sistema e per questo vogliamo trovare il nostro modo di rendere la Norvegia una terra di direttori». E il modo trovato da Dirigentløftet è un percorso a più tappe, in cui venga meno ogni visione piramidale di valore. «È una cosa molto norvegese, ci piace che la nostra sia una società equa e piana, in cui non esistono un “sopra” e un “sotto”. Tutte le tappe sono essenziali e ciò che conta è la motivazione e la volontà, ma ognuno è libero di scegliere quando e dove fermarsi. Sotto questo punto di vista, Dirigentløftet è un po’ come un club di alpinismo: il nostro scopo è darti una mappa, poi però sta a te scalare la montagna». Ma come funziona dunque questo ecosistema musicale?

 

Dalle radici alla chioma

Fedeli all’idea che la qualità sta nel numero e che per cercare talenti bisogna partire dai giovani, la prima tappa di Dirigentløftet sono i menzionati progetti “Grassroots”, che coinvolgono giovani e giovanissimi musicisti, dando loro la possibilità di capire come funzioni la direzione d’orchestra attraverso il gioco e lo studio, distribuendo bacchette e diapason, oltre che guida e supporto a chi vuole far nascere nuovi progetti di avvicinamento alla direzione. «Il successo è stato tale che sempre più progetti Grassroots quali masterclass, lezioni, seminari, corsi, conferenze ormai si muovono in completa autonomia, sempre con il nostro sostegno e la nostra collaborazione, e sempre più ne nascono. Dalla fondazione di Dirigentløftet nel 2018 abbiamo tenuto oltre 700 giornate di corsi e più di una decina di convegni».

 

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Uno dei workshop dei progetti “Grassroots”. Foto di Sveinung Hoel Bjorå

 

Se i Grassroots fanno dell’apertura al più vasto pubblico possibile il loro tratto distintivo, molto diversa è invece la struttura della sezione Elite. «Abbiamo cinque diversi programmi di élite, ognuno propedeutico al seguente, ma non obbligatorio. La nostra è una scala su cui si può partire da qualsiasi gradino. Il primo è Dirigentforum ‘junior’, dai 14 ai 22 anni, in cui accompagniamo giovani aspiranti direttori nei loro primi passi più strutturati, dando loro l’occasione di dirigere e incontrare figure formative importanti». Da questo programma si prosegue con il Dirigentforum corale, dedicato a direttori di coro under 35, oppure il Dirigentforum orchestrale. In quest’ultimo, i giovani direttori possono lavorare con un’orchestra messa in piedi da Dirigentløftet apposta oppure andare in visita da orchestra stabili per masterclass e seminari. Il gradino successivo è un programma per direttori assistenti, in cui lo stesso Dirigentløftet supporta cori e orchestre affinché aprano una posizione di assistente (per un massimo di sei posizioni attive all’anno) in cui dare l’occasione ad un giovane direttore non per forza uscito dai Dirigentforum, fino ad arrivare ad Opptakt, l’ultimo gradino, un programma di promozione professionale per soli direttori d’orchestra. Ogni due anni viene indetta una selezione da cui al massimo un direttore può essere individuato per essere inserito in un circuito di debutti con tutte le principali orchestre norvegesi. La qualità e la concordia sono garantite da rappresentanti di tutte le orchestre nella giuria che seleziona l’eventuale direttore.

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Jonas Bürgin (1996), direttore Opptakt 2022-2024. Foto di Ole Wuttudal.

 

Per la Norvegia e oltre

L’altra sorprendente apertura di Dirigentløftet è che il progetto, pur essendo interamente finanziato da realtà norvegesi, non abbia vincoli di nazionalità: l’unica cosa che conta è la vicinanza con la Norvegia. «Non ci interessa dove i direttori siano nati, chiunque può entrare in questi progetti, basta che abbia un rapporto con il nostro Paese, vuoi per studio, vuoi per lavoro. Ovviamente ci teniamo ad avere un impatto in Norvegia, ma non vogliamo porci confini troppo stretti. Anche il direttivo di Talent Norge ha compreso facilmente che non possiamo chiuderci, per poter assolvere alla missione di sostenere i nostri talenti dobbiamo agire localmente e allo stesso tempo aprirci al resto del mondo». Con questo obiettivo entra in gioco il violoncellista francese Dorran Alibaud, Program Leader della sezione Elite di Dirigentløftet, ma anche musicista in carriera, già primo violoncello ospite dell’Orchestra della Radio Norvegese e personalmente invitato da Claudio Abbado a far parte dell’Orchestra Mozart nel 2012 e oggi membro di Utopia, la nuova orchestra di Teodor Currentzis. «Suonando in tutta Europa, ciò che potevo portare a Dirigentløftet era il mio portafoglio di contatti internazionali. Se Morten Wensberg è la mente, io sono in un certo senso il braccio operativo: coordino, organizzo, programmo, investo il budget, con una prospettiva che supera i 10 anni prospettati all’inizio del programma. Per raggiungere gli obiettivi proposti, l’orizzonte è di 50 anni».

 

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Il violinista e direttore Nikolaj Szeps Znaider con Dorran Alibaud, Programm Leader Dirigentløftet Elite.

 

Tra le iniziative operate per internazionalizzare Dirigentløftet, anche gli inviti a direttori artistici, sovrintendenti, agenti e ovviamente direttori dal resto del mondo, perché seguano e assistano i giovani talenti sostenuti dal progetto nel loro percorso musicale e non solo. «Ci tengo però a segnalare una cosa», chiarisce Alibaud, «è facile saltare alla conclusione che questo progetto sia possibile solo perché la Norvegia è un paese ricco e quindi strapaghiamo la gente per collaborare. Ovviamente il nostro budget è importante, ma quasi il 50% va via per assumere i musicisti delle orchestre – e agli sponsor piace perché quei soldi rimangono in circolo nel sistema musicale norvegese. Quando invitiamo tutor e mentori, questi non vengono certo perché offriamo compensi da capogiro, vengono perché il progetto piace, perché c’è la garanzia di un’alta qualità, non perché gli riempiamo il portafoglio». Tra tutor e mentori, inoltre, non si trovano solo figure del mondo musicale: «Il nostro compito è preparare questi direttori a 360°. Anche per questo abbiamo un mental coach stabile, che tre volte all’anno incontra i direttori per lavorare sul loro rafforzamento e sulla loro capacità di concentrazione. Allo stesso modo invitiamo leader di aziende, professori, figure estranee alla musica ma che ricoprono posizioni di leadership e dalla cui esperienza si può apprendere molto su cosa significhi fare il direttore d’orchestra».

 

 

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Il panel della tavola rotonda al Nordic Conductors’ Forum. Foto di Ole Wuttudal.

 

Il Nordic Conductors Forum

Coerentemente con la missione di internazionalizzare ed estendere il più possibile le collaborazioni di Dirigentløftet, è nato quest’anno il primo Nordic Conductors’ Forum, tenutosi ad Oslo dal 9 al 10 novembre. L’obiettivo è di riunire in un progetto tutta la Fenno-Scandinavia, creare un punto di incontro e di confronto tra alcune delle principali realtà musicali dei Paesi Nordici e fornire un’occasione didattica che superi i confini nazionali. Il primo appuntamento di questo nuovo ‘forum permanente’ si è aperto con due ore di introduzioni, discorsi e tavole rotonde intorno al concetto di comunità musicale nordica, aprendo a sguardi estremamente affascinanti sulle contraddizioni irrisolte e sulle nubi che si ammassano all’orizzonte. Anche se Norvegia, Svezia, Danimarca, Islanda e Finlandia rimangono paesi ricchi e stabili, i tagli alla cultura e la messa in discussione dei finanziamenti alle attività artistiche cominciano a insinuarsi anche nelle loro istituzioni.

 

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Klaus Mäkelä e la Oslo Phil con il direttore norvegese Aage Richard Meyer. Foto di Ole Wuttudal

 

Nel pomeriggio del 9 e il mattino successivo, al Konserthus di Oslo, si è svolta la prima masterclass del Nordic Conductors Forum, nonché prima masterclass mai tenuta da Klaus Mäkelä. Il ventisettenne finlandese ha offerto la sua Oslo Philharmonic a sei direttori, rappresentanti di tutti i paesi nordici (con una ovvia prevalenza, dato il luogo, della Norvegia): Christian Blex (Germania/Norvegia), Ingunn Korsgård Hagen (Norvegia), Miriam Khukhunaishvili (Georgia/Iceland), Aage Richard Meyer (Norvegia), Jonas Rannila (Finlandia) e Matthew Rhodes (Regno Unito/Svezia). Di fronte a tutti i partecipanti del Nordic Conductors’ Forum, i sei giovani direttori hanno lavorato sulla Quinta Sinfonia di Šostakovič, la Settima di Sibelius e La Tempesta di Čajkovskij, equamente dividendosi repertorio e tempo con l’orchestra (oltre un’ora a testa, divisa su due giorni), accogliendo i consigli di Mäkelä. La grande incognita rimaneva proprio questa: alla sua età, cosa potrebbe mai insegnare Klaus Mäkelä?

 

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Christian Blex dirige la Oslo Philharmonic durante la masterclass di Klaus Mäkelä. Foto di Ole Wuttudal.

 

Prof. Klaus Mäkelä

La stessa domanda sembra essersela posta assiduamente lo stesso direttore e la risposta che si è dato è stata tutto sommato convincente. Nel corso delle due giornate, Mäkelä ha in primo luogo dato spazio ai direttori. Per un giovane al debutto, avere un’ora e un quarto sul podio della Oslo Phil per lavorare su Šostakovič, Sibelius e Čajkovskij è un’occasione impagabile, soprattutto se l’orchestra (sotto lo sguardo vigile del suo direttore, che si spostava di sezione in sezione) si applica con evidente curiosità nel tentare di seguire davvero ciò che gli studenti chiedevano. L’altra ricchezza che Mäkelä può condividere è l’esperienza data dalla frenetica attività che nel giro di pochi anni lo ha portato alla guida di pressoché qualsiasi grande orchestra del mondo, dai Chicago ai Berliner, e il suo approccio alla direzione, che ha mostrato sfumature particolarmente interessanti.

Una cosa è chiara: tutto ciò che fa Klaus Mäkelä sul podio è musica e questo è evidente anche quando spiega e insegna. Ogni suo piccolo movimento esprime fluidamente un’idea ed è evidentemente frutto di una musicalità che non è solo talento innato ma anche consapevolezza e studio minuzioso condotto sia sulla partitura, sia sull’idea stessa del gesto, anche in una sua prospettica storica (è chiara l’erudizione che Mäkelä trae dalla sua passione per incisioni e video di grandi direttori). A più riprese mi sono trovato a riflettere anche sull’effetto potenzialmente positivo che l’attività didattica potrebbe avere su Mäkelä stesso, come nutrimento artistico, come occasione di fermarsi per riflettere su cose che, saltando da un podio all’altro, diventa facile perdere di vista. Questo solo il tempo (e future masterclass) potranno rivelarcelo.

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Klaus Mäkelä con il direttore finlandese Jonas Rannila. Foto di Ole Wuttudal

 

Il futuro di Dirigentløftet

Il primo Nordic Conductors’ Forum segna un’importante tappa per Dirigentløftet, che si inserisce con forza in una prospettiva che, se ristretto geograficamente, apre ad un’internazionalizzazione sempre maggiore, in cui non si escludono collaborazioni extra-nordiche. La prossima tappa del Forum si svolgerà a maggio 2024 a Stoccolma, con la Royal StockholmPhilharmonic Orchestra alla presenza del loro chief, Sakari Oramo, per tornare poi a settembre 24 a Reykjavik con la Iceland Symphony Orchestra e la loro direttrice principale Eva Ollikainen. Mäkelä, Oramo, Ollikainen: non sfugge il fatto che i primi tre docenti di questo forum siamo tutti e tre finlandesi, essendo a capo delle rispettive orchestre. Chissà che un giorno, anche grazie al Forum e a Dirigentløftet, non saranno i direttori della Norvegia (o usciti dalle fucine norvegesi) a riscuotere un simile, unanime successo. In quel momento potremo veramente affermare, che anche la Norvegia è diventata terra di direttori.

 

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Da sinistra a destra: Aage Richard Meyer, Matthew Rhodes, Jonas Rannila, Ingunn Korsgård Hagen, Christian Blex, Mirian Khukhunaishvili, Klaus Mäkelä. Foto di Ole Wuttudal.

 

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