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Alla (ri)scoperta dei Puccini

di Fabio Valente - 27 Aprile 2016

Se la fama di Giacomo Puccini si lega indissolubilmente alle celebri pagine tratte da Manon Lescaut, Tosca, Turandot, La Bohème, Madama Butterfly, non tutti sanno che il compositore toscano dovette molta della sua attitudine musicale e notorietà alla sua lunga ascendenza in campo artistico. Originario di Lucca, ove nacque il 22 dicembre 1858, Giacomo fu sin dalla nascita avvolto da una armonica cortina musicale, formatasi in casa Puccini nel corso dei secoli.


Le radici di tale ascendenza corrono indietro nel tempo per ben cinque generazioni sino a intrecciarsi con la figura, oggi purtroppo poco nota, di un altro Giacomo Puccini, anch’egli lucchese e compositore.
Giacomo Puccini senior, come oggi si usa chiamare il capostipite della famiglia Puccini, nasceva, operava e moriva a Lucca tra il 1712 ed il 1781. Organista prima e compositore poi, fu membro dell’Accademia Filarmonica di Bologna, ove si dice fosse maestro talentuoso ed esperto.
Suo figlio, Antonio Benedetto Maria Puccini, gli succedette in numerosi incarichi musicali confermando così il celebre detto “buon sangue non mente”. Il nipote di Giacomo, figlio di Antonio, fu anch’egli organista e compositore.
Domenico Puccini, questo il suo nome, si distinse tanto in Italia quanto all’estero: fonti riportano che nel 1892, in occasione della Esposizione Musicale in scena a Vienna, si eseguirono musiche di Giacomo Puccini, del figlio Antonio, del nipote Domenico e persino del bis-nipote Michele, appartenente alla quarta generazione della dinastia.
Figlio di quest’ultimo e senza dubbio figura più nota delle cinque elencate è il Giacomo Puccini da cui il cerchio ha origine e in cui ritrova conclusione. Definito dai più come uno dei maggiori operisti della storia, la particolarità di condividere tanto il nome quanto il cognome con il meno illustre avo e capostipite ha fatto sì che il Giacomo Puccini senior venisse presto dimenticato, messo in ombra dal ben più acclamato discendente.

Tuttavia, delle poche composizioni che ci restano del primo compositore della famiglia Puccini, molte risultano degne di nota e certamente tanto meritevoli di essere conosciute quanto purtroppo cadute nell’oblio dei secoli. È qui che entra in gioco, con maestria ed esperienza, il lavoro del Collegium Musicum Almae Matris diBologna, coro ed orchestra dell’Università di Bologna. Forte di una vasta composizione di giovani preparati, questa associazione ha proposto, nel corso degli ultimi anni alla comunità bolognese e non solo, l’esecuzione sia di opere di chiara fama sia di insolite e ricercate pagine della musica classica, guadagnandosi con merito numerosi riconoscimenti ed inviti in tutta l’Italia e all’estero.

Riprendendo le fila di un percorso già intrapreso lo scorso dicembre, quando la rarità proposta al pubblico fu il Dixit Dominus di Baldassarre Galuppi per coro femminile ed orchestra d’archi, il Collegium Musicum sarà impegnato nell’esecuzione del Te Deum à 3 di Giacomo Puccini senior, arricchendo così un concerto già interessantissimo (musiche di Myslivecek, Liszt, Respighi e del tris-nipote Giacomo Puccini). Tale composizione, quasi sconosciuta, rappresenta un sunto della qualità compositiva del primo rappresentante della famiglia Puccini: scritta per violini e basso continuo e coro a tre voci (soprano, mezzosoprano, contralto), riporta sul manoscritto conservato a Lucca la data 1761 e l’occasione in cui venne eseguita, il Concerto di San Giovannetto nell’omonima chiesa della città toscana. Essa, assieme a una Messa à 3 e a una Messa da Requiem composte negli stessi anni, sono ricordate tra le composizioni più riuscite del maestro toscano. Il Te Deum in questione resta tuttavia la meno conosciuta e la meno eseguita delle tre opere e verrà riproposta dal Coro Femminile del Collegium Musicum accompagnata da organo e fagotto come basso continuo.

Fabio Valente 


Per chiunque fosse rimasto incuriosito leggendo… l’articolo continua su  https://arabafeniceblog.wordpress.com/2016/04/27/alla-riscoperta-dei-puccini/

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