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I Bagliori di Dissonanzen, la sfida contemporanea di Napoli

di Filippo Simonelli - 13 Ottobre 2021

La tradizione musicale di Napoli ha un bagaglio storico impressionante: basterebbe menzionare la “Scuola napoletana” o fare il nome del Teatro San Carlo per evocare secoli di storia musicale che vanno ben oltre la dimensione cittadina di Napoli, e che sono indissolubilmente legati al teatro.

In un contesto così ricco, ma anche terribilmente competitivo, si sono fatte strada nuove realtà che hanno cercato tratti distintivi forti per giustificare la propria esistenza. Dal 1993 a rappresentare l’universo musicale contemporaneo partenopeo è l’Associazione Dissonanzen, nata con l’intento di dare corpo al preciso impegno di diffondere la cultura musicale di oggi.

Le attività dell’associazione, che si presenta come un piccolo ma duttile ensemble di musicisti, si sono concentrate in una regolare stagione concertistica che ha toccato le varie forme in cui trova espressione la creatività dei compositori moderni e di quelli attivi oggi. Dopo gli stop forzati di cui sappiamo tutti, quest’anno le attività di Dissonanzen sono riprese in maniera prudente: da ottobre e dicembre andranno in scena otto concerti sotto il titolo Bagliori.

I concerti di Bagliori quest’anno vengono inseriti in una veste nuova: la stagione sarà infatti ospitata da uno spazio inedito per l’associazione, il monastero del Trentatré, grazie ad una sinergia con l’associazione eponima. La scelta di questo spazio rappresenta una connotazione fortemente identitaria per Dissonanzen: situato nella zona detta “L’anticaglia” di Napoli, si trova sì nel centro storico partenopeo, ma è al di fuori del circuito dei luoghi più turistici e scontati della città.

La stagione, pur nella sua brevità, si articola in maniera coerente sviluppando al suo interno dei piccoli cicli. Il titolo-cappello “Bagliori” funge in realtà da contenitore per tre progetti più specifici che animano i tre mesi di eventi: La porta dei giovani, Mystic Sounds e Gli Antichi e i Moderni, incorniciati da un evento senza titolo che poi altro non è che il concerto di apertura in programma per il 16 ottobre.

È il caso per esempio dei tre concerti de “La porta dei giovani”, dove ad essere giovani non sono solamente gli interpreti ma anche i compositori delle musiche proposte: così troviamo nella stessa serata un dialogo tra le composizioni di un Robert Schumann trentenne con la musica del giovane pianista Antonio Coiana, o le creazioni di Daria Scia messe in rapporto con le pagine di Prokofiev e John Cage sotto le mani del pianista Angelo Gala, anch’esso giovane naturalmente. Punta di diamante di questo ciclo è però l’esperimento “Storie Naturali”, in programma il 13 novembre, in cui il Quartetto Felix eseguirà un programma interamente dedicato a giovani autori napoletani tra i venti e i trent’anni; l’iniziativa raccoglie in una performance vera e propria i lavori di otto giovani autori, rappresenta i vari stili che animano e animeranno la creatività di una nuova “scuola compositiva napoletana” di cui gli autori sono rappresentanti. Il titolo stesso però, evocando il precedente delle Histoires Naturelles di Ravel, inserisce il progetto nel solco di una tradizione più ampia e in continuità con il lavoro di ricerca dei grandi compositori che la storia ha già consacrato.

A questo primo ciclo, forse il più coraggioso di tutti i Bagliori, fanno compagnia altri due più “tradizionali”. O meglio, è improprio parlare di progetti tradizionali nel caso di una stagione così incentrata sulla musica contemporanea: nel caso di Mystic Sounds il pubblico sarà avvolto da due concerti in cui verrà esplorata la vasta gamma di possibilità offerta dall’elettronica. Nel primo caso protagonista sarà il flautista Gianni Trovalusci supportato da Luigi Ceccarelli in un programma elettroacustico intitolato “Gleam”, che è proprio il termine inglese per “Bagliore”; il secondo suono mistico invece proverrà dalla voce del Soprano Elisa Claps, accompagnata all’elettronica da Giulio Colangelo.

Gli ultimi bagliori, quando oramai l’inverno sarà alle porte, saranno quelli del Ciclo “Gli Antichi e i moderni”. Il primo concerto vedrà impegnato il duo violino e viola composto da Gabriele Pro e Matteo Rocchi alle prese con Martinu, Mozart e Maria Vittoria Agresti, mentre il secondo verrà offerto da una costola di Dissonanzen, l’Ensemble Barocco di Napoli. Quest’ultimo si cimenterà con un programma “tematico”, mettendo a confronto gli antichi e i contemporanei compositori di Napoli e Venezia, città che hanno fatto scuola e storia nella musica europea.

Bagliori con questa varietà di proposte vuole rappresentare le diverse anime che popolano il mondo della musica contemporanea, mettendole però meritoriamente in dialogo e in un rapporto paritetico e reciproco scambio con la musica di repertorio.

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