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Concorso Toscanini: al cuore dell’opera italiana

di Alessandro Tommasi - 10 Maggio 2021

L’opera italiana, si sa, ha delle prerogative estremamente specifiche. Per questo la Fondazione Toscanini di Parma ha deciso di rivoluzionare il suo Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra “Arturo Toscanini”, che nel 2021 arriva alla sua undicesima edizione, dedicandolo all’opera italiana e cambiando passo. A partire da oggi, infatti, dodici concorrenti provenienti da undici paesi del mondo si troveranno a Parma per il Concorso Toscanini (e già la cosa ha del miracoloso visti i tempi) non per iniziare una fase di selezione, ma per intraprendere un percorso di approfondimento, con workshop e masterclass sull’opera lirica italiana e sulla cultura del nostro Paese, parmigiano incluso.

Sergey Akimov, Vitali Alekseenok, Stefan Bone, Pablo Devigo-Vázquez, Farhad Garayusifli, Andreas Gies, Felix Bernhard Hornbachener, Gyuseong Lee, Sora Elisabeth Lee, Haoran Li, Sasha Yankevych, Oliver Zeffman, questi i nomi dei dodici concorrenti che per due settimane seguiranno workshop dedicati a lettura dello spartito, concertazione e direzione, il rapporto direttore-cantante, ma anche ad aspetti di cultura operistica e lingua italiana, per chiudere con la masterclass di Fabio Luisi, che del Concorso Toscanini è il Presidente di Giuria. Solo dopo questo vero tour de force formativo, che comprende anche momenti di contatto con il territorio di Parma per garantire un’immersione completa, si terranno le selezioni, dal 22 al 24 maggio.

Dei dodici direttori, infatti, sei arriveranno alle semifinali ad ottobre 2021 e di questi solo tre si cimenteranno nelle prove finali, al Teatro Regio di Parma il 23 ottobre. Ma proprio nel meccanismo di selezione sta un’altra delle particolarità del Concorso Toscanini, che si pone l’obiettivo non solo di individuare e incoraggiare studio e talento, ma anche di spianare la strada ai concorrenti che si distingueranno nelle varie fasi. La Giuria è infatti composta da direttori artistici e sovrintendenti di teatri tra i più importanti al mondo, di cui alcuni intimamente legati al percorso artistico di Arturo Toscanini. Basta elencarli per comprenderne lo spessore: Ronald H. Adler (Semperoper di Dresda), Maria Victoria Alcaraz (Teatro Colón di Buenos Aires), Irina Chernomurova (Teatro Bolshoi di Mosca), John Fisher (Metropolitan Opera di New York), Dominique Meyer (Teatro alla Scala di Milano), Jesús Iglesias Noriega (Palau de les Arts di Valencia), Kyosuke Shimoyakawa (Japan Opera Foundation) e Alberto Triola in rappresentanza dell’ente ospitante, la Toscanini. Come accennavo prima, la Giuria sarà presieduta da Fabio Luisi. Sarà invece Antonello Allemandi a presiedere la Giuria delle Eliminatorie, composta da alcuni dei docenti che si avvicenderanno nei workshop, tra cui Gianni Tangucci, Marco Tutino, Vincenzo De Vivo, Pablo Assante e lo stesso Triola.

A rafforzare il concreto sforzo per spianare la strada ai candidati più interessanti, oltre alla Giuria sarà presente anche una Commissione Speciale, anch’essa costituita da sovrintendenti e direttori artistici in rappresentanza di moltissime tra le fondazioni lirico-sinfoniche, i teatri di tradizione e i festival operistici italiani. Questa Commissione, pur non decidendo il progresso dei concorrenti, offre premi altrettanto succulenti: scritture artistiche nelle loro programmazioni, ossia la possibilità di debuttare in festival e teatri e non necessariamente vincendo i primissimi posti.

A rinforzare il prestigio e la popolarità del Concorso Toscanini, un Comitato d’Onore che vanta tra i suoi nomi figure quali Noseda, Gatti, Pappano, oltre allo stesso Luisi, e la realizzazione di un docufilm firmato da Francesco Micheli, direttore artistico del Festival Donizetti di Bergamo, per raccontare queste due settimane a Parma dei dodici musicisti. Ma se vorrete sapere prima cosa accade a Parma, noi di Quinte Parallele seguiremo passo per passo il concorso e i suoi protagonisti, approfondendo insieme a loro l’ideazione, la costruzione e la conduzione di questa splendida iniziativa e riportando qui per voi i dietro le Quinte e le nostre riflessioni sulla direzione d’opera italiana.

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