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Cosa ci fa una rivista culturale con l’IA?

di Redazione - 26 Febbraio 2026

Ma quindi, cosa ci fa una rivista culturale con l’IA?

Questo articolo non è stato scritto con l’intelligenza artificiale. Capita sempre più spesso di scorrere i propri feed di riferimento e trovare contenuti sui quali sorge spontaneo un dubbio: questa cosa l’ha scritta davvero un essere umano o è frutto di qualcos’altro? Intanto noi vi togliamo il dubbio, ma è anche la scusa per guardare con attenzione una questione ben più ampia. 

Non nascondiamoci, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale (IA) è diventato talmente pervasivo di tutte le nostre attività che volenti o nolenti è probabile che tutti noi ne facciamo ricorso almeno una volta al giorno. Chiaramente questa cosa ha un impatto diverso sulla base del lavoro che facciamo, delle mansioni al suo interno e del tipo di peso che può avere nel loro svolgimento.

Per un progetto che coinvolge la creatività in maniera così forte, come nel caso di Quinte Parallele, la situazione ha un che di particolarmente sfidante. Nell’esperienza personale di chi scrive, per esempio, utilizzare un’IA che permetta di buttare giù una bozza introduttiva o un piano di lavoro magari per attività di ricerca particolarmente analitiche o semplicemente difficili da affrontare può essere un grande aiuto. Può aiutare – e lo fa molto bene – a sintetizzare informazioni che un utente gli dà, a patto che sia in grado di maneggiarle egli stesso per primo. Ed è una vera mano per superare quel tipo di complesso da “pagina bianca”: penso che sia successo a tutti, almeno una volta, di passare ore e ore a fissare un foglio di carta, o uno schermo, a girare intorno per minuti, ore o giorni interi e procrastinare l’avvio di un lavoro. L’IA in questo caso ci può aiutare a togliere un po’ le castagne dal fuoco, in un senso peraltro molto positivo. Ma se poi da questo si sconfina a lasciare che tutto il lavoro, non solo il suo inizio o la sua impostazione siano interamente demandati alla macchina o al modello che sta alla base dell’intelligenza artificiale a cui ci affidiamo, forse abbiamo un problema

C’è poi un altro tema, molto grande, che nasce da queste riflessioni: che tipo di rapporto vogliamo creare con chi ci legge? Le lettrici e i lettori di Quinte Parallele sono tantissimi, oggi più che mai (a proposito, grazie!), ed è un pubblico che abbiamo costruito in dieci anni di lavoro. Ogni volta che esce un contenuto sulle nostre pagine, o che viene cercato dai nostri archivi, si rinnova un rapporto di fiducia tra chi scrive e chi legge che è alla base di qualsiasi produzione testuale o creativa, sicuramente di ogni testo che abbia l’ambizione di raccontare o divulgare qualcosa, e che dunque è una stella polare per quello che facciamo. Ed è per questo che come redazione, dopo tante – anche tantissime, se vogliamo – discussioni e confronti abbiamo deciso di darci un regolamento interno, una carta sull’utilizzo dell’Intelligenza artificiale per Quinte Parallele. Il regolamento è un po’ una scusa, un modo di dare forma e delle regole intorno a grandi questioni che riguardano la nostra realtà di rivista ma che in scala poi impattano più o meno tutti noi. E non si tratta solo di un documento burocratico interno: abbiamo deciso di condividerlo con voi che ci leggete, perché possa essere il punto di partenza per una riflessione più ampia, per essere chiari e trasparenti con voi e per cercare di stimolare un dibattito da cui non possiamo più prescindere. 

Filippo Simonelli

Carta deontologica sull’uso dell’intelligenza artificiale

Quinte Parallele riconosce che l’intelligenza artificiale è oggi parte integrante dei processi di produzione culturale e informativa, e che il suo impiego incide in modo concreto sulle modalità di scrittura, sulle pratiche di analisi e sulla costruzione del discorso pubblico contemporaneo, come ampiamente dimostrato a livello globale.

La rivista assume inoltre che ogni pratica editoriale sia il risultato di scelte consapevoli, storicamente e culturalmente situate, capaci di produrre effetti duraturi nel modo in cui il sapere viene trasmesso, interpretato, discusso e condiviso.

Scrivere e interpretare sono pratiche pubbliche che implicano responsabilità e conseguenze, e che richiedono un’assunzione di posizione riconoscibile da parte di chi le esercita, anche quando il processo di elaborazione dei contenuti si avvale di strumenti tecnologici avanzati o di sistemi automatizzati di supporto che non vanno demonizzati in quanto tali ma che, entro precisi limiti, possono aiutare nella creazione e distribuzione di giornalismo originale.

Questa Carta nasce per rendere esplicito il patto editoriale che Quinte Parallele instaura con chi scrive e con chi legge, tutelando quattro principi fondamentali: la responsabilità autoriale, la verificabilità delle affermazioni, la relazione di fiducia con il lettore e la consapevolezza dell’impatto ambientale delle tecnologie impiegate nella produzione dei contenuti culturali.

L’uso dell’intelligenza artificiale viene pertanto inquadrato come una pratica che richiede dichiarazione esplicita e motivazione editoriale, oltre a una riconducibilità chiara a una responsabilità umana identificabile, all’interno di un ecosistema che riconosce i costi materiali e simbolici delle proprie scelte, insieme alle loro ricadute ambientali.

Chi scrive per Quinte Parallele accetta questa Carta come condizione editoriale e come forma di assunzione di responsabilità pubblica nei confronti della redazione, dei lettori, dello spazio culturale di riferimento e del contesto più ampio in cui il testo circola. 

Art. 1 – Responsabilità autoriale

Ogni contenuto pubblicato su Quinte Parallele deve essere attribuibile a un autore umano chiaramente identificabile o alla Redazione in toto, dove per Redazione si intende un’assunzione collettiva di responsabilità editoriale equivalente a quella autoriale individuale, la cui responsabilità riguarda il contenuto del testo, le affermazioni che vi compaiono, le scelte linguistiche operate e l’impostazione complessiva del discorso proposto al lettore.

L’autore e/o gli autori rispondono integralmente di quanto pubblicato, assumendo come proprie le informazioni riportate, le interpretazioni avanzate e le conclusioni tratte, anche quando il processo di elaborazione del testo si avvale del supporto di strumenti tecnologici o di sistemi di intelligenza artificiale.

L’eventuale utilizzo di tali strumenti non modifica il rapporto di responsabilità tra autore, redazione e lettore, né incide sull’obbligo di garantire accuratezza, coerenza e verificabilità dei contenuti pubblicati, all’interno del quadro editoriale definito da questa Carta.

Art. 2 – Centralità del giudizio umano

L’elaborazione dei contenuti pubblicati su Quinte Parallele presuppone la centralità del giudizio umano come principio fondante dell’attività creativa, critica, editoriale e interpretativa, intesa come capacità di valutazione, contestualizzazione e presa di posizione consapevole all’interno del discorso culturale.

L’impiego di strumenti di intelligenza artificiale è ammesso in quanto supporto ai processi di lavoro dell’autore, nella misura in cui tale impiego rimanga riconducibile a un controllo umano continuo, a una comprensione effettiva degli esiti prodotti e a una responsabilità autoriale pienamente assunta nel testo finale.

Il giudizio critico, l’orientamento interpretativo e la direzione complessiva del discorso restano prerogative dell’autore, che ne risponde pubblicamente, in coerenza con i valori editoriali della rivista e con il patto di fiducia instaurato con i lettori.

Art. 3 – Verificabilità delle affermazioni

Ogni contenuto pubblicato su Quinte Parallele deve fondarsi su affermazioni verificabili, su riferimenti controllabili e su un uso responsabile delle fonti, in modo tale che il lettore possa ricostruire il percorso argomentativo e valutare la solidità delle informazioni presentate.

L’autore è tenuto a esercitare un controllo diretto e consapevole sui dati, sulle citazioni e sui riferimenti utilizzati, assumendosi la responsabilità della loro accuratezza anche quando strumenti di intelligenza artificiale intervengano nelle fasi di ricerca, sintesi o organizzazione dei materiali.

L’eventuale supporto automatizzato non modifica l’obbligo di distinguere chiaramente tra fatti, interpretazioni e valutazioni critiche, né attenua la responsabilità dell’autore nel garantire coerenza interna, trasparenza argomentativa e attendibilità complessiva del testo pubblicato.

Art. 4 – Trasparenza verso il lettore

La trasparenza costituisce parte integrante del rapporto di fiducia tra Quinte Parallele, gli autori e i lettori, e si traduce nella chiarezza con cui vengono rese visibili le condizioni di produzione dei contenuti editoriali.

Quando l’intelligenza artificiale è utilizzata in modo rilevante nel processo di elaborazione di un testo, l’autore è tenuto a dichiararlo in forma esplicita, adottando le formule editoriali previste dalla rivista, così da consentire al lettore di comprendere il contesto di scrittura, le modalità di supporto impiegate e il perimetro della responsabilità umana assunta.

La redazione può richiedere all’autore una descrizione sintetica delle modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale adottate.

La dichiarazione dell’uso dell’intelligenza artificiale non ha funzione difensiva né giustificativa, ma informativa e relazionale, e contribuisce a rendere leggibile il processo editoriale, a rafforzare la credibilità del contenuto pubblicato e a mantenere un patto di lealtà tra chi scrive e chi legge.

Art. 5 – Definizione di uso rilevante

Ai fini dell’applicazione di questa Carta, l’espressione uso rilevante dell’intelligenza artificiale indica un impiego che incide in modo significativo sulla configurazione del testo, sullo sviluppo dell’argomentazione e sull’organizzazione complessiva dei contenuti proposti al lettore.

Rientrano in tale definizione le pratiche in cui il supporto automatizzato contribuisce in maniera determinante alla formulazione linguistica, alla strutturazione del discorso o alla selezione e sintesi dei materiali, rendendo necessaria una dichiarazione esplicita delle modalità di utilizzo adottate.

Sono invece considerate marginali quelle forme di impiego che non alterano in modo sostanziale l’impianto concettuale del testo, la direzione interpretativa assunta dall’autore e la responsabilità umana riconoscibile nel prodotto finale. Tali forme non richiedono una dichiarazione specifica.

Art. 6 – Uso incompatibile 

Non sono compatibili con la linea editoriale di Quinte Parallele pratiche di scrittura che affidino in modo prevalente o sostanziale o totale a sistemi di intelligenza artificiale la generazione dei testi pubblicati, quando tale impiego non sia accompagnato da un intervento critico umano riconoscibile e da una responsabilità autoriale chiaramente identificata.

Rientrano in questa area di incompatibilità quei contenuti in cui il contributo umano risulti limitato a operazioni formali di revisione o adattamento, e nei quali l’impianto concettuale, argomentativo e linguistico del testo non sia attribuibile in modo trasparente a un autore umano.

La redazione si riserva la facoltà di richiedere chiarimenti sulle modalità di produzione dei contenuti e di intervenire qualora le pratiche adottate risultino incoerenti con i principi espressi nella presente Carta, nell’interesse della qualità editoriale e del rapporto di fiducia con i lettori.

Art. 7 – Intelligenza artificiale come oggetto di riflessione

Quinte Parallele riconosce che l’intelligenza artificiale può costituire, oltre che uno strumento operativo, un oggetto legittimo di analisi critica, riflessione culturale e sperimentazione editoriale, in quanto fenomeno capace di incidere sulle pratiche artistiche, sui linguaggi e sulle forme di mediazione del sapere.

In tali casi, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale è ammesso quando sia dichiarato in modo esplicito e quando il suo impiego risulti parte integrante del discorso proposto, contribuendo alla comprensione dei processi in atto, alla messa in discussione dei presupposti culturali o all’elaborazione di una posizione critica riconoscibile.

La sperimentazione non attenua in alcun modo le responsabilità autoriali e redazionali previste dalla presente Carta, né esonera dall’obbligo di trasparenza, verificabilità e assunzione di responsabilità pubblica nei confronti dei lettori e dello spazio culturale in cui il contenuto si colloca.

Art. 8 – Sobrietà tecnologica e impatto ambientale

Quinte Parallele riconosce che l’impiego di sistemi di intelligenza artificiale comporta costi materiali ed energetici che incidono sull’ambiente e sulle risorse collettive, e considera tale dimensione parte integrante della responsabilità editoriale.

L’uso dell’intelligenza artificiale è pertanto orientato a criteri di sobrietà tecnologica, intesa come scelta consapevole degli strumenti, proporzionalità tra mezzi e fini e attenzione all’effettiva necessità del loro impiego all’interno del processo di produzione dei contenuti.

Gli autori sono invitati a valutare l’impatto ambientale delle pratiche adottate, a evitare utilizzi superflui o ridondanti e a ricondurre l’eventuale ricorso a sistemi automatizzati a una motivazione editoriale chiara, coerente e condivisibile, in linea con i valori espressi dalla presente Carta.

Art. 9 – Ruolo del Comitato Etico

Il Comitato Etico sull’uso dell’intelligenza artificiale di Quinte Parallele svolge funzioni di tutela dei principi espressi nella presente Carta, di indirizzo delle pratiche editoriali e di verifica della loro applicazione nel tempo, operando come spazio di riflessione e garanzia all’interno della comunità editoriale.

Il Comitato agisce con l’obiettivo di promuovere coerenza, chiarezza e responsabilità nelle modalità di utilizzo dell’intelligenza artificiale, intervenendo sulle pratiche e sui processi piuttosto che sui contenuti in quanto tali, nel rispetto dell’autonomia autoriale e della pluralità delle posizioni culturali.

Nell’esercizio delle proprie funzioni, il Comitato può proporre aggiornamenti della Carta, formulare raccomandazioni operative, richiedere chiarimenti sulle modalità di produzione dei contenuti e favorire un confronto continuo tra redazione, autori e lettori.

Art. 10 – Carta come processo

La presente Carta deontologica è concepita come un documento pubblico e dinamico, destinato a essere aggiornato nel tempo in relazione all’evoluzione delle tecnologie, delle pratiche editoriali e del contesto culturale in cui Quinte Parallele opera.

Le eventuali revisioni della Carta avverranno nel segno della continuità dei principi fondativi qui espressi, con particolare attenzione alla responsabilità autoriale, alla trasparenza delle pratiche, alla relazione di fiducia con il lettore e alla consapevolezza degli impatti ambientali.

Attraverso questa Carta, Quinte Parallele intende rendere visibili le proprie scelte, assumere pubblicamente il peso delle proprie decisioni editoriali e contribuire a un dibattito informato e responsabile sul ruolo dell’intelligenza artificiale nella produzione culturale contemporanea.

(versione 1.0 – febbraio 2026)
























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