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Torna il Rome Chamber Music Festival

di Redazione - 22 Maggio 2019

musica cameristica più rilevanti nel panorama romano

ll 20 maggio, ospiti di Anna Fendi a Villa Laetitia, il violinista Robert McDuffie e la pianista Gloria Campaner hanno dato il via alla nuova stagione di uno degli appuntamenti di musica cameristica più rilevanti nel panorama romano, il Rome Chamber Music Festival.
Tra le note di Beethoven, Kreisler, Dvořák e l’impeto dell’Estate vivaldiana, i due musicisti hanno inaugurato la nuova edizione della rassegna musicale che, stando alle anticipazioni riferite lungo la serata d’inaugurazione, si preannuncia stimolante e artisticamente notevole.
Rispetto agli anni precedenti, questa edizione — la sedicesima — del RMCF presenta un’importante novità: rinnovando l’attenzione dedicata ai giovani musicisti, vero fiore all’occhiello del festival, saranno proprio i nuovi talenti i protagonisti della rassegna che, per l’appunto, prende quest’anno il nome di Rising Stars Season.
Come ricordato dal direttore artistico Robert McDuffie, spesso non è facile — anzi, non lo è quasi mai — emergere nel campo musicale quando si è giovani. È per questo che il RMCF ha deciso di dedicare la sei giorni del festival proprio alla cura e al perfezionamento dei giovani artisti, i quali saranno impegnati nella costruzione di un programma di tutto rispetto (si va dai panorami americani del Copland di Appalachian Spring, al celebre Ottetto di Felix Mendelssohn-Bartholdy al sestetto Souvenir de Florence di Čajikovskij). Dal 12 al 15 giugno infatti, chi passerà nei dintorni di Palazzo Barberini, potrà fermarsi ad assistere alle prove aperte del concerto che verrà poi allestito nei giorni 16 e 17 giugno. A guidare i 25 giovani musicisti saranno i maestri Elena Matteucci per la sezione pianistica, Guglielmo Pellarin per i fiati, Luca Sanzò per le viole e Matteo Scarpelli per i violoncelli, a cui si aggiunge anche lo stesso McDuffie per i violini.
Innumerevoli i paesi di provenienza degli artisti: Stati Uniti, Malesia, Canada, Repubblica Ceca, Hong Kong, Polonia, Gran Bretagna e, ovviamente, Italia.
Il direttore generale del RMCF Jacopa Stinchelli dichiara fieramente: “Più che un festival è un fiore che appuntiamo all’occhiello di Roma ogni giugno. Per me che lo coordino e organizzo assomiglia anche ad un arazzo, una tela da tessere pazientemente, ogni anno nuova”. E aggiunge: “da sedici anni offriamo a Roma il suo primo e a tutt’oggi unico festival della musica da camera”.
Sia nelle parole di Stinchelli che in quelle di McDuffie appare chiaro il desiderio di rendere più dinamico e aperto il mondo della musica colta, senza per questo inficiare il livello artistico dell’offerta. A fare da sfondo al festival sarà, come di consueto, il celebre affresco cortoniano de “Il Trionfo della Divina Provvidenza” di Palazzo Barberini.

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