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Musica, immagini e un poco d’ansia: cronache dal Concorso Toscanini

di Gioia Bertuccini - 24 Maggio 2021

Questa terza settimana di maggio è per me iniziata nel migliore dei modi: mi sono recata a Parma per conto di Quinte Parallele, e prendendo il testimone di Alessandro Tommasi, ho seguito per tre giorni consecutivi le Masterclass del Concorso Internazionale di Direzione d’Orchestra “Arturo Toscanini”. Quest’anno la competizione, interamente dedicata all’opera lirica italiana, è stata integrata da un’innovativa fase preliminare: prima di giungere alle fasi eliminatorie, i ragazzi hanno la possibilità di partecipare a un intensivo workshop di due settimane offerto da La Toscanini, nel quale, insieme a docenti di altissimo livello, non solo si immergono nello studio e nella pratica della direzione d’opera lirica, ma intraprendono anche un viaggio all’interno nella cultura italiana. I dodici giovani musicisti provengono infatti da undici paesi diversi del mondo e nel giungere a Parma, capitale della cultura 2020-21 e speciale declinazione di tutte le bellezze italiane, sperimentano una sorta di piccolo Grand Tour, ossia un vero e proprio viaggio formativo che va spesso anche al di là della dimensione musicale.

Giunta al Centro di Produzione musicale de La Toscanini sono stata subito accolta dalla gentilezza dei ragazzi dello staff, una squadra giovanissima e piena di energie, capace di far andare alla perfezione l’imponente macchina organizzativa del Concorso. Dopo le primissime presentazioni, mi sono recata in sala ‘Gavazzeni’, dove, da lì a poco, sarebbe cominciata la prima lezione della giornata. I giovani direttori d’orchestra erano già tutti in sala, alcuni seduti davanti al proprio leggio intenti a ripassare la partitura che vi avevano poggiato sopra: un buffo mugolio intonato infatti invadeva la stanza. Altri ragazzi invece si scambiavano qualche ancora chiacchera con un caffè in mano, mentre un altro, Vitali Aleksneenok, disteso a terra, cercava di portare a termine i propri esercizi mattutini di stretching. Finita la sua routine ginnica, il giovane ragazzo bielorusso è venuto da me, e dopo essersi presentato mi ha chiesto: “Sei tu la ragazza che fa le illustrazioni?”, in quel momento ancora non immaginavo che nel corso dei miei tre giorni di residenza negli spazi de La Toscanini questa domanda mi sarebbe stata posta da ogni singola persona che incontravo o semplicemente incrociavo nei corridoi della struttura. In effetti, in queste giornate di workshop i ragazzi sono stati seguiti anche dalla matita di Lorenza Natarella, una giovane ragazza che con grandissima velocità riusciva, in modo sempre originale, a ritrarre i ragazzi del concorso durante le loro lezioni. Devo però ammettere che grazie all’esistenza dell’illustratrice e alla confusione di tutti nell’identificarla, sono riuscita a parlare con moltissime persone, e questo mi ha permesso di immergermi il più possibile all’interno dell’ambiente del concorso.

Alle dieci in punto è cominciata la prima Masterclass della settimana, a tenere la lezione è stata la spalla dell’Orchestra Sinfonica ‘Arturo Toscanini’, Mihaela Costea. La violinista nella prima parte della mattina ha discusso con i ragazzi dell’importantissimo rapporto fra direttore d’orchestra e orchestrali; ha poi fatto un excursus sulla chiarezza del gesto direttore, e infine ha parlato ai concorrenti del valore delle immagini mentali che una determinata musica può suscitare: per gli orchestrali queste immagini sono fondamentali e per un direttore è molto importante saperle comunicare, perché solo così facendo avrà la possibilità di tirare fuori dall’orchestra l’esatta sfumatura di suono che ha in mente. Durante la seconda parte della mattinata il M° Costea ha preso il suo violino e si è fatta dirigere dai ragazzi, mostrandogli non solo tutti i possibili suggerimenti con i quali poter aiutare gli orchestrali nell’affrontare certi passaggi, ma guidandogli anche in delle preziose esercitazioni intente a migliorare la precisione dei vari attacchi orchestrali e la chiarezza dei gesti dei singoli concorrenti.

La lezione del pomeriggio è stata tenuta invece dal M° Pablo Assante con il quale i ragazzi si sono cimentati e preparati al meglio nel repertorio corale. Ad accompagnarli è stata la bravissima pianista Elisa Montipò che con pazienza seguiva i ragazzi in qualsiasi brano, dai cori di Traviata e Don Carlo a quelli del Va’ Pensiero e del Barbiere. In mancanza di un coro vero e proprio, sono stati i ragazzi stessi a cantare le varie parti corali, dimostrando quindi di conoscere alla perfezione ogni singolo aspetto del brano, e anche se undici su dodici erano uomini, la parte più cantata rimaneva sempre quella del soprano!

Le lezioni del M° Assante hanno accompagnato i ragazzi anche per tutto il giorno seguente, una giornata che si è conclusa con un momento di counseling artistico con la professionista Marzia Andrè. La lezione mirava a tirare fuori le varie potenzialità dei giovani direttori, ma soprattutto a sviluppare al massimo la loro intelligenza emotiva. Marzia Andrè ha costretto i ragazzi all’ascolto del proprio orecchio interno cercando il più possibile di farli entrare in contatto con il presente. L’intento era quello di rendere i giovani concorrenti consapevoli dell’emozione che stavano provando in quel preciso istante: è ascoltando le proprie emozioni che possiamo imparare a riconoscerle e quindi a gestirle, e per un giovane artista questo aspetto è fondamentale per riuscire a non diventare preda della propria emotività.

Il mio ultimo giorno a Parma è iniziato con l’arrivo del M° Fabio Luisi. Eravamo tutti in trepidazione, il Maestro stava per cominciare i suoi tre giorni di Masterclass e i ragazzi sapevano bene che dovevano cercare di imparare il più possibile dai suoi suggerimenti. Il direttore d’orchestra genovese ha cominciato a seguire i ragazzi con grandissima cura e interesse, mostrando fin da subito la sua profonda umanità, una caratteristica fondamentale per un buon direttore d’orchestra, infatti più volte ha ripetuto ai ragazzi che “non è importante farsi capire da direttore a cantante ma da persona a persona”.

Le peculiarità di questa undicesima edizione del Concorso di Direzione d’orchestra Toscanini sono molte, tra queste, oltre all’importante parte formativa tenuta da docenti di altissimo livello, c’è anche la grandissima occasione di carriera che viene offerta a ogni singolo concorrente. I ragazzi non solo hanno l’occasione di farsi conoscere personalmente dai docenti con cui fanno lezione durante le due settimane precedenti alla prima fase eliminatoria, ma hanno anche l’opportunità di esibirsi davanti a delle prestigiose giurie pronte a offrire a ognuno di loro una possibilità di carriera. Le giurie, infatti, oltre ad essere formate dai sovrintendenti dei teatri più importanti, fra i quali il Metropolitan, La Scala, il Colón, sono presiedute anche da venticinque direttori artistici, i quali avranno tutti la facoltà di indicare uno o più nomi, ognuno per la propria istituzione, a cui fornire ingaggi anche nell’immediato.

In questi tre giorni mi sono molto affezionata all’emozionante atmosfera de La Toscanini, e sarei rimasta molto volentieri a Parma per seguire lo stimolante viaggio dei giovani concorrenti del Concorso, per fortuna la collaborazione che Quinte Parallele ha stretto con La Toscanini mi ha permesso di rimanere sempre aggiornata su ogni singolo aspetto di questo bellissimo cammino.

Le due settimane di workshop sono ormai giunte al termine e per i ragazzi il ‘gioco’ inizia a farsi ancora più duro. Restate anche voi, esattamente come farò io, sintonizzati sui canali di Quinte Parallele, per scoprire presto chi saranno i sei giovani concorrenti che passeranno alla seconda parte del Concorso “Arturo Toscanini”

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