Ultimo aggiornamento30 novembre 2025, alle 23:12

Riscoprire Salieri: al Reate Festival la prima moderna de “La partenza inaspettata”

di Linda Iobbi - 12 Novembre 2025

Domenica 23 novembre 2025, il Teatro Flavio Vespasiano di Rieti sarà teatro di un evento musicale straordinario: la prima esecuzione in tempi moderni de La partenza inaspettata di Antonio Salieri. Nell’anno del bicentenario dalla sua morte, il compositore italiano, troppo a lungo relegato nell’ombra del genio di Mozart, torna a vivere grazie a un’operazione culturale coraggiosa. Diretta dal Maestro Cesare Della Sciucca con la Roma Tre Orchestra, questa commedia per musica del 1779, su libretto di Giuseppe Petrosellini, promette di rivelare ai melomani un gioiello dimenticato, restituendo a Salieri il posto che merita nella storia dell’opera.

Dall’oblio alla luce: la scelta del titolo

L’idea di portare in scena un’opera di Salieri è nata dal regista Cesare Scarton, come racconta Luca Incerti, curatore dell’edizione critica: «Voleva assolutamente mettere in scena un’opera di Salieri in occasione dei 200 anni dalla morte… ci sembrava giusto dare risalto a un compositore che fu grandissimo». La scelta del titolo specifico è stata di Incerti, che ha condotto una ricerca approfondita sulla produzione del compositore. «Ho trovato quest’opera che è un’opera buffa in due atti… e fu rappresentata al Teatro Valle di Roma nel 1779. Ho pensato che fosse un legame molto solido da cui partire», spiega Incerti, sottolineando il forte legame con il territorio.

Lo “studente modello” e la sua rivalsa

Antonio Salieri, per decenni dipinto dalla leggenda come il cinico rivale di Wolfgang Amadeus Mozart, fu in realtà un musicista di straordinario successo, compositore di corte e maestro rispettato che formò alcuni dei più grandi ingegni musicali dell’Ottocento, come Beethoven. La sua musica, elegante, sapiente e teatralmente efficace, rappresenta l’apice del classicismo viennese. Come spiega il Maestro Della Sciucca, che ne ha studiato la partitura: «Salieri era un compositore “perfetto”, uno studente modello. La sua partitura è costruita in modo impeccabile, come si insegnava all’epoca. Si vede proprio quanto lui, partendo dal libretto, abbia costruito la musica, la scena, proprio a tavolino, come farebbe un docente. Era un artigiano di altissimo livello».

Questa meticolosità è emersa anche durante il lavoro di trascrizione. Incerti conferma: «Questo manoscritto autografo è scritto con grande cura, anche a livello grafico… Si vide che anche nel momento in cui ritorna a correggere qualcosa, Salieri lo fa sempre con grande cura». Un Autore davvero metodico, il cui carattere sembra rispecchiarsi nella scrittura ordinata e precisa.

Questo manoscritto autografo è scritto con grande cura, anche a livello grafico… Si vide che anche nel momento in cui ritorna a correggere qualcosa, Salieri lo fa sempre con grande cura.

Musica e drammaturgia: un legame indissolubile

Ciò che colpisce de La partenza inaspettata è il fortissimo legame tra la scrittura musicale e l’azione scenica. «La scrittura è estremamente legata alle situazioni drammatiche, alle situazioni teatrali», sottolinea Incerti. «Tutti questi brani hanno sempre un forte legame con l’azione scenica… anche l’orchestrazione stessa risente della situazione drammaturgica».

Incerti porta esempi concreti: nelle arie del Capitano Armidoro, Salieri utilizza trombe e timpani per descrivere il testo, evocando la “tromba guerriera” o mostri e spiriti. Oppure, nel primo finale, per rappresentare un finto incendio, la musica si fa concitata, con un fugato che accompagna la fuga dei personaggi. «C’è sempre veramente una motivazione drammaturgica in quello che scrive a livello musicale», conclude il curatore. Anche l’uso del recitativo accompagnato, insolito per un’opera buffa, viene impiegato per un personaggio comico, Don Faliteo.

La sfida di far rivivere un’opera sconosciuta

Portare in scena un’opera che non viene eseguita da secoli è una sfida appassionante e piena di responsabilità. Senza una tradizione interpretativa alle spalle, ogni scelta nasce da uno studio approfondito.
«Quando mi è arrivata la partitura non vedevo l’ora di iniziare», racconta il direttore Della Sciucca. «Un titolo del genere ti dà tanto stimolo… È molto, molto stimolante, ma anche molto pericoloso e difficile, perché non hai riferimenti».

Il lavoro di revisione di Luca Incerti è stato fondamentale. L’approccio scelto per le prove è stato innovativo e mirato a fondere da subito musica e regia: «Ho proposto di fare ogni giorno un po’ di prova musicale e subito dopo un po’ di regia. Questo facilita la memorizzazione… È un lavoro da fare insieme», spiega Della Sciucca.

Cosa non perdere: il Finale Primo

Per il pubblico che assisterà alla rappresentazione, il Maestro Della Sciucca ha un consiglio preciso: prestare particolare attenzione al Finale Primo.
«C’è sicuramente il finale primo, che è un intrigo, un intreccio… Lui riesce musicalmente a ottenere degli effetti molto frizzanti, scoppiettanti. È molto bello musicalmente, teatralmente. C’è una crescita… fino ad arrivare al climax».

«Finalmente non leggiamo sempre gli stessi titoli sui cartelloni», conclude Della Sciucca. «È importante proporre delle novità, soprattutto perché poi si scopre tanta bella musica, tanto teatro nuovo. Invito calorosamente il pubblico a venire a scoprire».

Un appuntamento imperdibile per gli amanti della lirica e per tutti coloro che vogliono assistere alla messa in scena di un capolavoro dimenticato, finalmente restituito alla sua piena vitalità teatrale.

Linda Iobbi

Responsabile Multimedia

Made in Rome with vodka flavour. Mi piace osservare il mondo con gli occhiali del musicista, purtroppo pianista.

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