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L’ensemble che non ti aspetti: a conversazione con Azione_Improvvisa

di Carlo Emilio Tortarolo - 30 Agosto 2023

Terza intervista agostana (qui potete recuperare la prima e la seconda) a giovani interpreti del panorama italiano attuale, abbiamo fatto alcune domande, questa volta, all’ensemble di musica contemporanea Azione_Improvvisa, composto da Margherita Berlanda (fisarmonica), Pierpaolo Dinapoli (chitarra), Daniela Fantechi (live electronics) e Andrea Antonel (tiorba), in occasione della loro ultima uscita discografica ‘Seeds’ (EMA Vinci).

Fisarmonica, tiorba, chitarra e live electronics. Una line-up poco usuale nella musica contemporanea ma che comunque vi fornisce tante possibilità sonore. Come nasce il progetto Azione Improvvisa? E che caratteristiche apportano ciascuno dei vostri strumenti?

Il progetto nasce nel 2017 da un’idea di Raul Masu, compositore, ricercatore e attualmente docente presso l’università di Hong Kong, con la volontà di avvicinare strumenti lontani nel tempo per creare un’identità sonora nuova e fino ad allora inesplorata. La fisarmonica, strumento che per natura propria ha una componente sia melodica – essendo uno strumento ad ancia libera – che meccanica, viene qui sfruttato e indagato in entrambi gli aspetti. La chitarra elettrica, che gode di una lunga e consolidata tradizione nel rock e nella musica leggera, sta suscitando particolare interesse nell’ambito della musica contemporanea data la sua estrema flessibilità esecutiva. È stato poi molto stimolante vedere come i compositori abbiano affrontato i territori verginali della tiorba, la cui prassi è stata sempre legata al repertorio barocco.
Le possibilità espressive e tecniche sono inoltre ampliate dall’utilizzo dell’elettronica, vero ponte di comunicazione tra gli strumenti dell’ensemble. La relazione sempre diversa che ogni compositore ha instaurato con l’elettronica e il fatto che l’esecutore sia sempre presente sul palco, la rende di fatto, anche visivamente, parte attiva e integrante della performance di ogni brano.

Il vostro ultimo cd ‘Seeds’, pubblicato da EMA Vinci, sfrutta le potenzialità dell’elettronica abbinandole alla timbrica e alle peculiarità dei vostri rispettivi strumenti. A che punto del vostro percorso si situa questo prodotto discografico e come nasce?

Seeds è il secondo lavoro discografico di Azione_Improvvisa e rappresenta per noi un momento di svolta: nasce infatti grazie all’importante sostegno della fondazione Ernst von Siemens, che ci ha permesso di commissionare nuovi lavori dedicati all’ensemble e di espandere considerevolmente il nostro repertorio. Ogni brano del CD parte da un’idea di suono che sentiamo ci rappresenti fortemente.

Il cd si articola in cinque brani scritti appositamente per voi da altrettanti compositori e compositrici. Brani profondamente diversi fra loro sia nell’articolazione che nel risultato sonoro. Che cosa differenzia i diversi lavori? Quale è il vostro preferito e perché?

Ciascun compositore ha deciso di sfruttare l’ensemble e di indagare le possibilità offerte da questa formazione partendo da presupposti, estetiche ed esigenze compositive differenti. Data la diversità dei lavori, è molto difficile dare una preferenza: ciascuno infatti ci ha permesso di approfondire diversi aspetti e sonorità dell’ensemble, talvolta inesplorati. L’elettronica in particolare è stata utilizzata in modi molto diversi, creando relazioni sempre nuove tra i diversi strumenti dell’ensemble.
Inoltre, durante la stesura dei brani, ci siamo confrontati spesso con i compositori e abbiamo lavorato a stretto contatto con loro, dalla fase di gestazione alle successive revisioni. Ecco perché, pur nell’evidente eterogeneità dei brani, li sentiamo tutti nostri in egual misura.

La dedizione del vostro progetto negli ultimi anni alla musica contemporanea è totale, a dispetto anche del periodo di lockdown che per voi è stato estremamente fecondo (le diverse stagioni di 40” KlangRoom, NdR). Dove nasce singolarmente la vostra passione per la musica contemporanea? Ci raccontate la prima memoria che avete a riguardo?

Margherita: Rispetto all’immaginario comune che spesso ancora associa lo strumento fisarmonica solo alla tradizione folkloristica, io sono sempre stata affascinata dalla musica classica. Nei diversi concorsi internazionali ho avuto modo di ascoltare musica contemporanea sin dai primi anni di studio. Ho un ricordo in particolare di quando avevo credo 13 anni, il concerto di C. Jacomucci e F. Dillon e dell’orchestra Haydn che interpretavano le Sette parole per violoncello, fisarmonica e archi di Sofia Gubaidulina.

Daniela: Per quanto mi riguarda, l’interesse per la musica contemporanea nasce spontaneamente durante il percorso di studi in Composizione: workshop e masterclass, soprattutto, mi hanno permesso di entrare in contatto con il mondo del contemporaneo e con i suoi protagonisti. L’esperienza che per prima ha acceso la mia curiosità e la mia passione per la musica contemporanea è stata l’ascolto di due concerti diversi al festival di Acanthes nel 2009, nel primo fu eseguito Pression di Lachenmann, nel secondo Lotofagos, di Furrer.

Andrea: il mio primissimo contatto con la musica contemporanea è avvenuto in ambito della polifonia vocale: molti compositori viventi attingono a piene mani dalla tradizione polifonica antica, echeggiando la modalità, strutture imitative e retoriche del passato, quando scrivono per una formazione vocale. È stata questa una edulcorata somministrazione a bassissimo dosaggio di ardita sperimentazione per un frequentatore abituale del repertorio antico quale sono. Sono stati, invero, i miei colleghi di Azione_Improvvisa a farmi scoprire la porzione più sommersa dell’iceberg della contemporanea.

Pierpaolo: Per me è stata una istintiva tensione durante il mio periodo di studi al Conservatorio. Il repertorio moderno e contemporaneo per chitarra classica è, secondo me, l’apice creativo ed espressivo di questo strumento. La passione per le dissonanze, le tecniche estese, il fatto che mi sentissi sempre più a mio agio con quel repertorio, il lavorare a stretto contatto con le varie classi di composizione mi hanno indirizzato naturalmente verso un approfondimento più sistematico e totale. Alcuni momenti topici, negli anni di formazione, sono stati sicuramente l’ascolto in concerto delle Sequenze di Berio e di Salut Fuer Cadwell di Lachenmann, oltre al Professor Bad trip lesson I di Fausto Romitelli.

Dopo l’impegno profuso per questa registrazione, siete già focalizzati su altri progetti e importanti impegni futuri. Volete rendercene parte?

Stiamo lavorando a molti nuovi progetti: qualcuno è stato già protagonista dei concerti del 2023, come Anamorphosis, e altri debutteranno nel 2024.
Siamo, inoltre, particolarmente contenti di aver vinto un importante bando della fondazione trentina Caritro, che sosterrà la produzione e la messa in scena di Nova Selva Sonora, con musiche in premiere di Mauro Lanza e Andrea Valle, che sarà presentato a marzo 2025 presso il Centro Santa Chiara di Trento e riproposto in altre 4 date.

Carlo Emilio Tortarolo

Autore

Direttore d'orchestra, pianista e manager culturale veneziano, Carlo Emilio è presidente di Juvenice - Giovani Amici della Fenice, associazione dai giovani per i giovani per la condivisione e la promozione degli spettacoli musicali, ed è segretario del Festival Pianistico ‘B. Cristofori’ di Padova.

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