Ultimo aggiornamento24 maggio 2024, alle 02:29

Luca Francesconi

Milano, 17 marzo 1956 —

La cosa che mi fa molto male è vedere, anche alcuni compositori, anche giovanissimi, crogiolarsi in uno sbrodolamento di narcisismo svenevole post-decostruzionista, nichilista, “concettualneoromantico”, narcisista, molto, molto self indulgent: IO, IO, IO, Io soffro, io non sono ascoltato, io qua…io là. E sostanzialmente si arrendono. L’artista che si suicida in questo modo, non può che far piacere al sistema: non ha neanche bisogno di sparargli addosso.*

*da Testimoni del presente, di Valerio Sebastiani