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Gabriel Fauré

Pamiers, 12 maggio 1845 — Parigi, 4 novembre 1924

In effetti, la sua originalità, tardiva e non intrusiva, passò spesso inosservata nella cerchia dei critici musicali: la nuova generazione si rivolgeva entusiasta alle innovazioni impressionistiche di Debussy, mentre i critici più attempati lo avevano ormai liquidato come il compositore per antonomasia dei salotti parigini.*

*da Specchi e prismi - Faurè e l'inesprimibile, di Artin Bassiri Tabrizi e Ester De Stefano