Basta un messaggio: Io & Silvestrov
di Redazione - 6 Gennaio 2026
QPArena è il primo spazio online pensato per dare ai professionisti della musica l’opportunità di esprimersi in prima persona: un intervento, sotto forma di lettera aperta, che permetta ad artisti di tutte le generazioni e le sensibilità di esprimersi e rivolgersi in prima persona al loro pubblico, che in questo caso è anche il nostro pubblico. Oggi possiamo contare sulla riflessione di Alessandro Stella, pianista e produttore italiano, fondatore e produttore della casa discografica Extended Place e membro votante della Recording Academy e della Latin Recording Academy. Artista curioso e originale, ha portato la sua musica in numerosi paesi d’Europa e dell’America Latina, collaborando con importanti festival, teatri e compositori contemporanei, accanto a un’intensa attività cameristica e discografica riconosciuta dalla critica internazionale. Parallelamente, è docente di pianoforte presso il Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza.
Alessandro Stella

È stato grazie a un disco, come spesso mi capita, che è iniziato tutto.
Avevo già incontrato la musica di Valentin Silvestrov, ma fu l’ascolto dell’album ECM in cui lui stesso al pianoforte rivelò al mondo le sue Bagatelle a provocarmi un vero shock. Nel giro di pochi giorni mi procurai le partiture di quelle musiche e mi immersi nella loro poesia.
Dovevano passare diversi anni, però, prima che potessi entrare in contatto con chi quelle musiche le aveva scritte.
Per prima cosa le registrai: quando mi innamoro di una musica è, per me, un istinto irresistibile. E naturalmente, una volta pubblicato, desideravo che il mio album, Handsome Skies, potesse arrivare al Maestro, ma non fu facile. Tentai molte strade, tutte quelle che mi vennero in mente, senza mai raggiungere l’obiettivo. Finché non mi imbattei nella pagina di Valentin Silvestrov su Bandcamp – una piattaforma in cui artisti e case discografiche condividono la loro musica in modo diretto, senza intermediari.
In quella pagina erano pubblicate le registrazioni di moltissime Bagatelle, realizzate dallo stesso Silvestrov, seduto al suo Petrof nel suo studio di Kiev. La qualità della registrazione non era quella di una produzione ECM, eppure in quelle incisioni c’era tutto il suo mondo poetico.
È così che nacque l’idea più assurda, e allo stesso tempo la più lineare, fra tutte quelle che avevo esplorato fino a quel momento: scrivergli un messaggio su Bandcamp. Un paio di giorni dopo ricevetti una risposta gentilissima da Yar Godyna, colui che – lo scoprii poco tempo dopo – aveva realizzato molte di quelle preziose registrazioni e ne era insieme il custode e il tramite tra Silvestrov e il mondo.
Mi scrisse che il Maestro sarebbe stato felice di ricevere il mio album e ascoltarlo. Così glielo inviai in digitale e, poco dopo, ricevetti un bellissimo messaggio dallo stesso Silvestrov, che aveva apprezzato il disco e mi lasciava qualche osservazione preziosa. Nel modo meno prevedibile possibile, avevo stabilito un contatto reale con qualcuno che, fino a quel momento, era stato una figura mitologica e irraggiungibile, come lo sono i grandi compositori, la cui musica abbiamo il privilegio di suonare e ascoltare ogni giorno.
Qualche tempo dopo, ricevetti l’invito ad ascoltare su Bandcamp la compilation appena pubblicata, in cui, con mia grande sorpresa, scoprii che il Maestro aveva deciso di dedicarmi le 4 Bagatelle Op. 220, di cui Yar mi inviò la scansione del manoscritto. Difficilmente posso descrivere il misto di commozione, gratitudine ed entusiasmo con cui le lessi al pianoforte: fino a pochi minuti prima, non conoscevo quelle Bagatelle, ma divennero all’istante le mie preferite.
L’anno successivo, sarebbe stato l’ottantacinquesimo compleanno del Maestro e decisi, per celebrare quella ricorrenza, di registrare le quattro Bagatelle e farne un disco. Qualche anno prima avevo fondato Extended Place, la mia etichetta, con cui avevo iniziato a produrre EP – dischi “concentrati”, come mi piace chiamarli – senza costringermi in formati prestabiliti. Così, produssi, registrai e dedicai una pubblicazione interamente alle 4 Bagatelle Op. 220: sei minuti e quarantasei secondi di musica che, per me, contenevano un mondo.

Su iniziativa di Roberto Prosseda, invitammo il Maestro a Cremona e presentammo l’EP in occasione del conferimento a Valentin Silvestrov del Cremona Musica Award per la composizione. Fu una bellissima festa che coinvolse molti musicisti a lui vicini, tra cui Boris Berman e i miei cari amici Giovanni Gnocchi e Nurit Stark.
La copertina dell’EP dedicato alle 4 Bagatelle Op. 220 – opera, come tutte le copertine di Extended Place, di Javier G. Borbolla – ha un colore particolare: quello delle pareti dello studio di Valentin Silvestrov, nella sua casa a Kiev, in cui la maggior parte delle sue Bagatelle ha visto la luce, e che, già in quel momento, Silvestrov non poteva più utilizzare a causa della guerra.
La copertina dell’EP dedicato alle 4 Bagatelle Op. 220 […] di Javier G. Borbolla – ha un colore particolare: quello delle pareti dello studio di Valentin Silvestrov, nella sua casa a Kiev, in cui la maggior parte delle sue Bagatelle ha visto la luce, e che, già in quel momento, Silvestrov non poteva più utilizzare a causa della guerra.
È a Berlino, dove si era nel frattempo stabilito, che andai a trovarlo qualche tempo dopo, con Nurit Stark, per lavorare insieme a un meraviglioso progetto intorno alle Melodies of the Moments per violino e pianoforte. E ancora a Berlino, in uno dei successivi incontri con il Maestro, gli ho fatto ascoltare una mia personale sequenza di alcuni cicli di Bagatelle che avrei voluto registrare e pubblicare per Extended Place. Le Bagatelle di Valentin Silvestrov sono riunite in cicli e in “famiglie”, che lo stesso Silvestrov ama combinare in modi sempre diversi, lasciando all’interprete la stessa libertà, anche di sorprenderlo.
In quel pomeriggio a Berlino, che ricorderò per sempre, ebbi la sensazione che mi si rivelassero dei segreti su quelle musiche, attraverso la voce e la presenza del loro creatore.
Questo nuovo lavoro vedrà la luce alla fine di quest’anno, un nuovo capitolo della mia esplorazione di questo mondo sonoro e poetico, che spero non avrà mai fine.