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Le prospettive del Quartetto Eos

di Filippo Simonelli - 6 Ottobre 2021

I contest e gli interpreti della musica classica non vanno molto a braccetto. C’è una sorta di scetticismo reciproco che fa si che i due mondi non sembrino mai destinati ad incontrarsi. Naturalmente stiamo parlando di contest e non di concorsi nel senso tradizionale del termine, altrimenti ci sarebbe da aprire un capitolo infinito.

Ma non è il momento adatto per parlarne: c’è chi ha provato a costruire qualcosa di nuovo. Qualche mese fa vi avevamo parlato del progetto LazioSound, un cantiere formativo della regione Lazio nato con lo scopo di individuare e lanciare i migliori talenti della regione del centro Italia, partendo però proprio da un contest.

Si è trattato di un progetto dedicato a numerosi generi musicali, anche molto distanti tra loro; noi per elezione ci siamo soffermati su #ILoveMozart, la categoria dedicata ai giovani interpreti di musica colta. Ad aver avuto la meglio è stato il Quartetto Eos, una formazione nata oramai da cinque anni da allievi del Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Chi tiene d’occhio i giovani musicisti saprà anche che nel 2018 il Quartetto Eos, ad appena due anni dalla formazione, aveva già vinto il Premio Farulli della critica musicale italiana. Negli anni a seguire sono arrivati anche altri premi, che potete trovare nella loro biografia qui. Attualmente fanno parte del Quartetto Eos i violinisti Elia Chiesa, Giacomo Del Papa, Alessandro Acqui alla viola e Silvia Ancarani al violoncello. Attualmente i musicisti sono in Svizzera, dove proseguono la loro formazione tra didattica e un’attività concertistica oramai piuttosto lanciata; ci siamo dovuti accontentare di incontrarli virtualmente, ma ne è nata una bella conversazione corale.

Siete tutti musicisti molto giovani, ancora in via di formazione. Come vi trovate con un repertorio che è già stato affrontato da giganti del passato?

Il repertorio per qualsiasi strumento è stato affrontato da giganti del passato. Il confronto non pensiamo sia necessario, soprattutto in questo momento della nostra carriera, dove stiamo confermando la nostra identità musicale che riteniamo già definita ma da indirizzare nel modo migliore. È sicuramente uno stimolo però aver avuto dei punti di riferimento del passato che sono diventati oggi i nostri insegnanti (come Isabel Charisius del Quartetto Berg, Corina Belcea, il Quartetto di Cremona).

La musica dal vivo ha subito numerosi scossoni a causa della pandemia; questa vicenda ha avuto delle conseguenze sul vostro percorso artistico?

I concerti in programma durante la pandemia, come tutti sappiamo, sono stati cancellati o posticipati.

Ritrovarsi da un giorno all’altro senza viaggi, emozioni e obiettivi ci ha fatto sentire persi e senza stimoli. Nonostante questo ci sentiamo fortunati di aver avuto la possibilità di studiare e provare da maggio 2020. Abbiamo cercato in tutti i modi di tenerci attivi, non è stato semplice. Ora la situazione sembra migliorare, speriamo non sia un’altra falsa speranza.

Musica da camera e streaming, sono due mondi inconciliabili o c’è qualcosa che potremo portare con noi anche quando si tornerà alla normalità?

Sostituire un concerto dal vivo, o uno spettacolo in generale, con uno in streaming è impossibile. Il concerto non è solo un insieme di suoni ma è un incontro di più persone che condividono un’idea, una frase, un’invenzione, un linguaggio con il pubblico.

Cambiare tutto questo con una simulazione registrata e guardata in differita da casa è difficile da digerire, ma sicuramente ha aiutato in quel determinato momento.

Nel 2022 affronterete la vostra prima incisione discografica: come può cambiare il vostro modo di fare musica in sala di registrazione?

Sicuramente adotteremo, come nelle nostre registrazione passate, un metodo di lavoro più specifico e concentrato, anche perché non avremo a disposizione molto tempo e il programma è vasto.

Affronteremo il tema dell’amore analizzato negli ambiti del ricordo (Mendellsohn op.80) idillio (Webern Langsamersatz) e tormento (Janáček Sonata a Kreutzer). Non vediamo l’ora…

https://www.youtube.com/watch?v=fxJ4D4VWT-E

Come tutti i musicisti classici in via di affermazione avete preso parte a numerosi concorsi. Tra quelli in cui siete stati premiati c’è LazioSound, un contest più che un concorso. Quali sono state le vostre sensazioni nel partecipare ad un’iniziativa così originale?

È stata la nostra prima esperienza in un contesto non esclusivamente classico e ci ha sorpreso.

Condividere il palco con musicisti della nostra età che rappresentavano generi diversi ci ha fatto capire che i sogni e i desideri sono gli stessi. È un format destinato ad avere molto successo che ha la capacità di coinvolgere persone che non si sarebbero mai avvicinate in altri contesti

Tra le altre categorie presenti a LazioSound c’erano anche quelle di musica “leggera”; come pensate che possano interagire i diversi modi di fare musica oggi?

La differenza tra generi musicali come la cosiddetta “musica colta” e “musica leggera” è sempre più labile. Un esempio di artisti che uniscono più stili è il Quartetto Vision, che affianca il grande repertorio quartettistico a sessioni di improvvisazione jazz e brani inediti

Spesso tra interpreti e compositori oggi c’è una distanza quasi inspiegabile: qual è il vostro rapporto con la musica contemporanea?

Abbiamo avuto la fortuna, qualche settimana fa, di eseguire per primi un quartetto di Alsu Nigmatullina, compositrice russa residente a Lucerna. Per la prima volta abbiamo potuto collaborare direttamente con l’autore e pensiamo che sia un lavoro necessario per comprende al meglio la scrittura e il linguaggio musicale richiesto. Cerchiamo spesso di accostare brani della tradizione classica a pezzi contemporanei poco eseguiti, così da avvicinare al pubblico ad una musica attuale

Quali sono i vostri prossimi progetti?

Da ottobre ci trasferiremo a Lucerna per completare il nostro percorso di studi e avere una base stabile in Svizzera. In calendario abbiamo in programma un disco per la Da Vinci Records, concerti a Brugg, Torino, Messina, Roma, Davos, Cremona e altri.

https://www.youtube.com/watch?v=QfV1ZqVQ8uk

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