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Cronache dal Lucca Classica Music Festival

di Gioia Bertuccini - 20 Agosto 2021

La celebre manifestazione del Lucca Classica Music Festival, avviata il 3 luglio, sta continuando a invadere la città toscana con concerti di musica classica, guide all’ascolto, conferenze, prime esecuzioni assolute di brani di musica contemporanea e moltissimi eventi per bambini e famiglie. In questi mesi estivi, il Festival, promosso dall’Associazione Musicale Lucchese, dal Teatro del Giglio e incoraggiato dal prezioso aiuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, crea una vera e propria colonna sonora in grado di accompagnare sia i curiosi che gli appassionati all’interno di una magnifica festa musicale in cui parole, suoni ed emozioni si uniscono alla scoperta di un luogo coinvolgente e pieno di fascino.

La struttura del Lucca Classica è composta da un notevole numero di eventi, tanto che, all’interno di un’unica giornata, ogni visitatore può scegliere a quali concerti, dialoghi e visite guidate partecipare, diventando così lui stesso creatore del proprio percorso musicale tra le bellezze della città.
Durante il mio soggiorno lucchese ho fatto anch’io le mie scelte: ho scelto di perdermi tra le vie di Lucca, nelle sue piazze, nei saloni dei suoi palazzi storici per poi, guidata della musica, ritrovarmi un po’ diversa, sicuramente mutata dalla bellezza artistica in cui con curiosità e poca consapevolezza ho deciso di immergermi.

Sabato 31 luglio, il mio viaggio all’interno del Lucca Classica è cominciato fin dalla mattina: dopo un’ottima e abbandonate colaziona all’hotel La Luna, che mi ha ospitato per tutto il mio soggiorno lucchese, mi sono recata al n° 32 di via Barlumacchi. Ad accogliermi, come sempre, c’era Simone Soldati, Direttore Artistico del Festival, che appena mi ha vista mi ha presentata a Beatrice Rana, reduce dal suo magnifico concerto della sera precedente, anche lei lì per prendere parte, questa volta da spettatrice, agli eventi della manifestazione. Da questo momento in poi, la domanda “Sogno o son desta?” ha continuato più volte a risuonarmi nella mente.

Insieme a un gruppo di appassionati e semplici visitatori siamo entrati all’interno dell’Atelier Ricci per partecipare a un dialogo dal nome «Caruso is singing like a god» – Omaggio di Puccini a Caruso 1921 – 2021. Davanti a noi, a darci il benvenuto, si è aperta una realtà parallela: quella dei saloni dell’Atelier, nei quali si respira una grande storia fatta di eleganza e magnificenza; all’interno di queste stanze viene custodita un’arte antica e preziosa, ossia un tipo di sartoria totalmente artigianale in cui tutto insegue la perfezione. La sensazione di entrare all’interno di un museo cozza subito con l’accorgersi che l’Atelier è ancora vivo e che, attraverso le sue stoffe pregiate e il suo ricco (ma mai vistoso) arredamento, ci porta a sognare un futuro migliore.

Protagonista dell’incontro è stato il legame, non solo professionale ma anche di profonda amicizia, fra il tenore Enrico Caruso e il Maestro Giacomo Puccini. La Prof.ssa Gabriella Biagi Ravenni, Presidente del Centro Studi Giacomo Puccini, attraverso la lettura di alcune testimonianze dei due artisti, ci ha inserito nel vivo del loro importante rapporto, nato in occasione della prima messa in scena livornese de La bohème del 1897, e continuata fino alla morte di Caruso nel 1921. L’incontro si è concluso con l’ascolto di un’incisione originale di Enrico Caruso di E lucevan le stelle riprodotto su un bellissimo grammofono a mobile donato alla Fondazione Giacomo Puccini dal musicologo Giuseppe Nicolò, uno dei più grandi collezionisti di strumenti musicali al mondo, al fine di omaggiare il tenore napoletano nel centenario della sua scomparsa.

Devo ammettere che la mia esperienza lucchese è stata impreziosita anche da un’ottima cucina locale: uscita dall’Atelier Ricci sono infatti andata insieme a Simone Soldati a Gli Orti di Via Elsa, un ristorante situato nel cuore della città in cui lo Chef Samuele Cosentino propone quotidianamente piatti della tradizione con una speciale attenzione alla scelta dei prodotti, tutti provenienti dalle aziende agricole locali.
A mangiare con noi ci ha raggiunto Carla Nolledi, responsabile del settore didattico e formativo dell’Associazione Musicale Lucchese. La professoressa Nolledi, insieme all’AML, ha ideato e cura costantemente, ormai da quindici anni, il progetto Musica e Ragazzi, un ciclo di incontri e concerti dedicati alle nuove generazioni. È stato proprio questo, davanti a un buonissimo piatto di tortelli lucchesi, l’argomento principale del nostro pranzo: l’importanza di investire sulla formazione musicale dei bambini, degli adolescenti e dello stesso corpo docente attraverso degli incontri ben pensati. Per Carla è fondamentale coltivare lo studio della musica fin da piccoli; le buone pratiche del canto e dell’ascolto sono le basi per costruire sensibilità e memoria musicale.

Dopo pranzo mi sono recata a Villa Reale di Marlia, luogo del secondo evento della giornata a cui ho deciso di partecipare. La Villa è un incantevole connubio fra natura e architettura, fra i suoi inquilini più noti non possiamo dimenticarci di Elisa Bonaparte-Baciocchi, Duchessa di Lucca, che divenne proprietaria della villa dal 1806. Villa Reale fa parte di un prestigioso complesso di tre ville, due palazzine neoclassiche, due cappelle, una limonaia, e vari fabbricati di servizio, immersi in un parco di sedici ettari. Protagonisti del concerto pomeridiano sono stati Simone Soldati, in veste di pianista, e il violinista Paolo Ardinghi che, all’intero della Limonaia della Villa, hanno dato vita a un programma in ‘Re maggiore’, con la Sonata in Re maggiore per pianoforte e violino, op. 5 n. 4 di Boccherini e la Sonata per violino e pianoforte, sempre in Re maggiore, op. 12 n. 1 di Beethoven. Aver avuto prima del concerto l’occasione di visitare i meravigliosi luoghi di Villa Reale e, successivamente, aver goduto della possibilità di ascoltare queste Sonate eseguite in modo magistrale, è stato realmente un piacere immenso.

Tornata a Lucca, gli eventi del Festival sono continuati aprendosi questa volta alla musica contemporanea. In occasione della giornata finale del Puccini Chamber Opera Festival, manifestazione con cui il Lucca Classica collabora, si sono svolte, all’interno dell’Auditorium Boccherini, tre prime esecuzioni assolute: La Santa Panciera, un’opera bigotta per soprano e pianoforte, composta da Andrea Gerretana su libretto di Leonardo De Santis, un Omaggio a Puccini per pianoforte a quattro mani, eseguito dal duo pianistico Fabrizio Datteri e Nadia Lencioni e, infine, lo Stabat Mater minimodramma sacro per soprano recitante e video, composto da Girolamo Deraco su libretto di Debora Pioli.

Dopo le mie giornate al Lucca Classica, posso affermare che il Festival, con la sua energia e il suo continuo coinvolgimento all’interno delle proprie iniziative, è in grado di creare numerose esperienze capaci di educarci alla ricerca e al riconoscimento della bellezza sia fuori che dentro di noi.

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