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Mahler e il profumo del tiglio: Ich atmet’ einen linden Duft

di Adele Boghetich - 22 Aprile 2021

Maiernigg, estate 1901. Tra laghi, boschi e lunghe passeggiate nell’ameno paesaggio della Carinzia, Mahler è nuovamente catturato da Natura, dalle sue piccole voci, dall’eros dei suoi profumi: una Natura che continua a trasfigurarsi liricamente nei versi di Friedrich Rückert per offrire all’artista nuove estatiche emozioni. Ed ecco, come d’incanto, apparire un ramo di tiglio, simbolo di sogno, di eternità, di quiete. Se ne coglie lentamente l’essenza. In quel contatto spirituale, l’incanto della trasfigurazione… e il profumo del fiore diviene il profumo dell’Amore:

Pochi tocchi cristallini di arpa e celesta sul pedale del corno introducono il canto, che si dipana lento sui morbidi arabeschi dei violini. La trasparenza cangiante della scrittura cameristica sembra disciogliere il colore del sogno:

La parola poetica, escludendo consonanti “sonore” e giocando sull’allitterazione della sillaba -li di lind (dolce), Linde (tiglio) e Liebe (amore) nel morbido tessuto fonico dei versi, dipinge ora un proprio, magico spazio armonico, una delicata miniatura di immagini e sensazioni che apre la visione:

Ich atmet einen linden Duft!
Im Zimmer stand ein Zweig der Linde,
ein Angebinde von lieber Hand.
Wie lieblich war der Lindenduft!

[Respiravo un dolce profumo! Nella stanza era un ramo di tiglio, dono di una mano amata. Com’era soave il profumo del tiglio!]

E se il poeta crea, nella sonorità dei versi, una propria dimensione lirica per rivelare il valore misterioso delle piccole cose di Natura, Mahler vi sparge il colore dell’estasi, del profumo che crea l’attimo effimero e rapisce lo spirito fuori dal mondo, fuori dal tempo, dove il passato si sovrappone al presente

Wie lieblich ist der Lindenduft!
[Com’è soave il profumo del tiglio!]

mentre la breve melopea dell’oboe, che sembra provenire dalla profondità di un ricordo, ne sottolinea l’incanto:

Nella miniatura della scrittura musicale, il breve richiamo discendente del corno introduce gli ultimi versi:

Das Lindenreis brachst du gelinde!
Ich atme leis im Duft der Linde
der Liebe linden Duft.

[Il ramoscello che tu hai colto! Delicatamente respiro, nel profumo del tiglio, il profumo dolce dell’amore!]

Nuove emozioni, dunque, sono qui ricreate in sensazioni di profumo, di silenzi, di ricordi. Sulla linea melodica continua degli archi, passato e presente continuano a confondersi, in ardite modulazioni, fino al forte di Liebe, punto di tensione del Lied.

L’ultima melopea dell’oboe sigilla la visione. Nei cristalli di arpa e celesta resta riflesso il profumo dell’estasi.

Doppia la versione orchestrale del Lied: Fa magg. per contralto, Re magg. per baritono, con le relative trascrizioni pianistiche (dalle quali, per comodità, abbiamo tratto gli esempi musicali). La miniatura della scrittura musicale, cui manca il colore scuro del registro grave, distingue questo piccolo capolavoro dagli altri Lieder della sua stessa raccolta, mentre il tono delicato e cantabile già preannuncia l’Adagietto della Quinta sinfonia, “Lied senza parole” che Mahler comporrà nell’estate seguente per custodire, tra le sonorità traslucide di soli archi arpa, nuove commozioni, nuovi profumi, nuovi ricordi.

Adele Boghetich

Adele Boghetich è autrice di Amore e solitudine in Gustav Mahler, Rückert-Lieder e, con Nicola Guerini, di Mahler. Dialoghi tra musica e poesia (2021), percorso estetico attraverso l’intera produzione liederistica e sinfonica.

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