I Kindertotenlieder di Mahler: Wenn dein Mütterlein

«Quando la tua mammina…». Il terzo dei Kindertoten Lieder di Gustav Mahler

Grave e malinconico risuona, sui flemmatici versi quinari del poeta Rückert, il terzo Kindertotenlied di Gustav Mahler (agosto 1901), il più commosso dell’intero ciclo. Un canto in cui il dolore diviene visione affiorante dalla mnêsis del passato; una visione spettrale, diafana nella trasparenza della scrittura musicale, nella staticità armonica, nell’oscurità del colore tonale.

Wenn dein Mütterlein

tritt zur Tür herein,

und den Kopf ich drehe,

ihr entgegen sehe,

fällt auf ihr Gesicht

erst der Blick mir nicht,

sondern auf die Stelle,

näher nach der Schwelle,

dort, wo würde dein

lieb’ Gesichtchen sein,

wenn du freudenhelle

trätest mit herein,

wie sonst, mein Töchterlein!

Wenn dein Mütterleintritt zur Tür herein,

mit der Kerze Schimmer,

ist es mir, als immer

kämst du mit herein,

huschtest hinterdrein,

als wie sonst ins Zimmer!

O du, des Vaters Zelle,

ach, zu schnelle

erloschner Freudenschein!

[Quando la tua mammina entra da quella porta, ed io mi volto e guardo verso di lei, il mio sguardo non cade sul suo viso, ma su quel punto più in basso, vicino alla soglia, là dove dovrebbe essere il tuo amato, piccolo viso quando tu, raggiante di gioia, entravi con lei, come sempre, figliola mia! Quando la tua mammina entra da quella porta al chiarore della candela, mi sembra che anche tu entri nella stanza, scivolando dietro di lei, come sempre! Tu, piccola cellula di tuo padre, tu, raggio di gioia spento così presto!]

 In un’orchestra privata del suono dei violini, vita e morte sono colti in simboli musicali già nelle lamentose melopee dei fiati in legno, che aprono il Lied

Sezione Kindertotenlied

e ne cadenzano le strofe sull’eco dei corni. Declamando il proprio dolore su lenti tetracordi discendenti entra il canto, contrappuntato dalla voce struggente dell’oboe

Tentata l’ascesa fino al Fa acuto di dort (nono verso), gradualmente affonda nel registro grave fino al Sol basso di Töchterlein, “soglia” estrema della visione, dolente conclusione della prima lunga strofa.

Ritornano le melopee dei fiati, voci di morte su “pizzicati” di violoncelli e contrabbassi. Ritorna il canto sulla dolente linea dell’oboe, che presto riecheggerà lontana, come oscura eco

per avviare l’ultima ascesa del canto al forte di O du, o du, du des Vaters Zelle, ach, zu schnelle (in partitura: con prorompente dolore) prima di sprofondare fino al Sol grave di Freudenschein. L’orchestra serra la visione dilatando le sue linee nel silenzio, fino alla morte del suono:

Benché la delicata polifonia delle voci strumentali, il colore notturno della scrittura musicale, le tensioni emotive avvicinino i primi Kindertotenlieder al mondo senza peso dell’Adagio della coeva Quarta sinfonia, alle sue melodie divinamente serene e profondamente tristi, la spettrale visione di questo terzo Lied sembra incidere più dal profondo, risalire da un proprio passato, dal ricordo di un’infanzia vissuta in una fredda casa boema, dove si aggirava, diafana, la sagoma materna della gracile Marie, perennemente in lutto per la morte dei suoi figlioli. L’infinita tristezza di quel ricordo turba lo stesso Mahler, che abbandona i testi di Rückert per riprenderli solo nell’estate 1904, dopo il grande delirio della Sesta sinfonia. Qualche tempo più tardi, però, dietro quelle stesse umbratili figure, il compositore, confuso nel medesimo destino del poeta, avrebbe scorto la moglie Alma e la figlioletta Putzi, raggio di gioia spento alla vita nel luglio 1907…

La frattura poetica dei Kindertotenlieder dopo questo terzo Lied c’è e si sente. La ripresa abbandonerà il luctus per rischiararsi di luce profetica e aprire le vetrate celesti nella visione salvifica di un mondo “oltre”, dove i Kindertoten, protetti da mano divina, riposeranno beati. La morte, penetrata nello spirito del musicista, sarà presto esperienza totalizzante di una Ruhe luminosa ed eterna.

E il mistero potrà aprirsi alla speranza…

Adele Boghetich

Adele Boghetich è autrice di Oltre le colline. Gustav Mahler, Kindertotenlieder e, con Nicola Guerini, di Mahler. Dialoghi tra musica e poesia (Zecchini).


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