Quattro giorni per il Violoncello contemporaneo a Torino: la Contemporary Cello Week di Est Ovest Festival

Un'anteprima della rassegna dedicata alla musica contemporanea per violoncello

“Con la Contemporary Cello Week vogliamo dare una testimonianza gioiosa di questo strumento duttile, virtuoso e lirico”

Claudio Pasceri, violoncellista e direttore artistico di Est Ovest Festival.

Inizia ufficialmente oggi, 21 Ottobre 2021, per la XX edizione del Festival musicale Est Ovest, la Contemporary Cello Week: quattro giorni dedicati al violoncello contemporaneo a Torino.

Protagonisti i violoncellisti Francesco Dillon, Lucas Fels, Anssi Karttunen, Claudio Pasceri (anche direttore artistico del Festival) e Michele Marco Rossi, cinque nomi d’eccellenza affini per aver sviluppato e ormai ampiamente consolidato un particolare riguardo al repertorio moderno e contemporaneo. Cinque musicisti di grande spessore contraddistinti da una propria, distinta personalità musicale che ha colpito l’immaginario dei grandi nomi della musica nuova. Per loro in moltissimi hanno appositamente scritto o stanno scrivendo. E’ proprio questa vasta esperienza di affiatata cooperazione tra chi la musica la immagina (e molto spesso costruisce su misura) e chi le dà vita, il fulcro della Cello Week: unire.

In quattro giorni infatti si incontreranno giovani studenti con artisti dalle molte ore di volo, sia per quanto riguarda lo strumento d’elezione di questa ‘week’, sia naturalmente per la composizione. E poi il pubblico, la critica, gli appassionati. Tutto ciò nel cuore di Torino, con la maggior parte delle attività quotidiane (masterclass e workshop) previste in una struttura moderna e viva di forze giovanili come la residenza universitaria Camplus Bernini.

I cinque strumentisti saranno impegnati sul fronte performativo ma anche didattico: con loro lavoreranno infatti sette talentuosi giovani violoncellisti di varie nazionalità, selezionati mediante una call, a cui è anche offerto un incontro individuale con ogni docente.

L’attenzione alla contemporaneità, al ‘Futuro della Musica’ – come lo definiva Petrassi – non può fermarsi però all’esecuzione di partiture più o meno recenti. Servono laboratori, officine creative e tavole rotonde che stimolino il confronto tra artisti, e ravvivino la relazione col pubblico. Soprattutto, è però fondamentale coinvolgere chi ha ancora il coraggio di scrivere nuova musica. E Pasceri che assieme al virtuoso team del Festival ha molto a cuore la causa, per questa Prima Edizione della Cello Week ha felicemente avviato una collaborazione col Conservatorio ‘Giuseppe Verdi’ di Torino coinvolgendo un gruppo di 12 studenti di composizione che, sotto l’attenta e sapiente guida di Giorgio Colombo Taccani, lavorerà ogni giorno con i giovani violoncellisti per cui i compositori hanno composto ognuno un brano solistico. I compositori potranno così mettere a fuoco le varie questioni compositive ed esecutive a diretto contatto con gli strumentisti; viceversa i violoncellisti avranno modo di ampliare le loro prospettive tecniche, timbriche e aiutare con suggerimenti pratici. Più importante ancora, sarà possibile respirare un clima, arricchirsi e ampliare la propria rete di contatti. Una risorsa preziosissima dunque, oggi ancora più evidente.

Talvolta, purtroppo dimentichiamo che le componenti essenziali nella gestazione e nella creazione di una partitura sono 1) l’esecutore per cui è pensata; 2) l’occasione e il luogo in cui è eseguita 3) il pubblico che prende parte all’esecuzione. Sottolineo questi aspetti apparentemente banali (ma non troppo) perché capita spesso, anche in prestigiose istituzioni musicali, che i compositori scrivano senza mai sentire una nota della loro musica. Questo diretto contatto tra il creatore, l’esecutore e il fruitore è fondamentale.

Anssi Karttunen, ad esempio, è dedicatario e primo esecutore di Lindberg, Saariaho, Francesconi, Dusapin per citarne alcuni, e come i colleghi per la Cello Week presenterà prime assolute mondiali e prime italiane di musiche appositamente scritte per lui. Per non parlare di Claudio Pasceri che pochi giorni fa era a Parigi a rifinire insieme a Levinas un nuovo brano a lui dedicato (Les Lettres enlacées II) e che eseguirà in prima assoluta il prossimo 23 Ottobre qui a Torino sempre per la Cello Week. Poi Dillon, Fels, Marco Rossi, attivi fin da ragazzi nella divulgazione della musica contemporanea e del XX secolo, raffinatissimi interpreti delle più interessanti partiture del nostro tempo che ripropongono al pubblico come alle nuove generazioni di strumentisti loro allievi. Ognuno di loro ha sviluppato vivifiche collaborazioni e spesso profonde amicizie con i più significativi compositori del panorama attuale (per carità, niente di nuovo se pensiamo a Joachim o Mravinsky, per dirne un paio…!)

Anssi Karttunen

Parlare della contemporaneità e interrogarci attivamente sul nostro tempo significa volgere lo sguardo verso il futuro alla luce di esperienze passate. Soltanto conducendo un’indagine sulle nostre radici culturali, sul panorama attuale e sulle necessità sociali di oggi, possiamo gettare le basi per un proseguo. Poi, si sa, negli ibridi spesso si nascondono le gemme più fertili per questo è così essenziale incontrarci e mescolarci.

Questo sembrerebbe voler fare Est Ovest nei quattro giorni che verranno: una fucina di giovani e veterani, un programma di lavoro denso, una serie di appuntamenti serali introdotti dal musicologo Guido Barbieri per raccontarci cosa è accaduto nelle ore precedenti. Perché, se da un lato si concentra su uno strumento non certo nuovo (e poi gioca in casa naturalmente), Pasceri non pensa al concerto come a un momento separato dal contesto, anzi, è il risultato di uno scambio che senz’altro ha radici molto più lontane nel tempo di questi quattro giorni. Ciò vale senza dubbio per tutte quelle realtà artistiche e non che hanno trovato la chiave di realizzazione: si fondano sul contatto umano. E il contatto umano, per sua natura, necessita tempo e fiducia. 

Veniamo dunque alla programmazione.

Le masterclass inziano questo pomeriggio e si svolgeranno ogni giorno, tutte in contemporanea. Sono aperte al pubblico. La sede operativa, lo ripetiamo, è il Camplus Bernini. 

A rompere il ghiaccio per gli appuntamenti di fine giornata, questa sera alle 19.30 sempre al Bernini, tutti i musicisti si ritrovano assieme in un incontro a porte aperte in cui anche il pubblico è caldamente invitato a intervenire. Secum Habitare è il titolo-tema (da un’idea dello stesso Karttunen) e vorrebbe essere un momento di riflessione umana e artistica su cosa ognuno ha sperimentato nei mesi del Grande Silenzio. 

Il Primo episodio della Cello Week è invece domani sera, 22 Ottobre ore 21.00 con Karttunen nell’Aula Magna del Politecninco (in collaborazione con Polincontri Classica). Il noto violoncellista finlandese, insieme alla videomaker Diana Teocharidis, proporrà un programma di prime assolute mondiali e italiane curando egli stesso la parte di elettronica anche attraverso proprie improvvisazioni.

Il secondo episodio, Sabato 23 ore 21.00, è dedicato al violoncello solo e si terrà al Circolo dei Lettori, nel cuore della città. Pasceri, Dillon, Fels e Marco Rossi eseguiranno ognuno individualmente un lavoro a loro dedicato, o particolarmente caro. Anche in questa occasione vi sarà spazio per una prima assoluta con Claudio Pasceri impegnato in una nuova composizione di Levinas. Dillon sarà invece interprete di un pezzo di Harvey (alla cui prima venti anni fa circa era presente!); Fels proporrà Rihm e Marco Rossi Ivan Fedele.

ContemporarY cELLO wEEK

Claudio Pasceri

Il terzo e ultimo episodio si terrà domenica 24 alle ore 17.00 nella splendida cornice del Museo Ettore Fico. Questa volta i protagonisti saranno i vincitori della Call for Young Cellist 2021 – nonché partecipanti ai workshop giornalieri, impegnati come solisti o in ensemble insieme ai maestri. Il programma è praticamente tutto acustico se escludiamo una pagina del compositore prematuramente scomparso Erik Oña per tre violoncelli ed elettronica.

Noi di Quinte Parallele seguiremo passo dopo passo gli appuntamenti della Contemporary Cello Week raccontandovi le nostre impressioni, riflettendo sugli spunti e gli stimoli emersi.

 

Foto in copertina: Giovanni Gasparro, Ritratto di un violoncellista, Olio su tela, 160 X 115 cm, 2017, Vicenza, Collezione privata. Image copyright ©️ Archivio dell’Arte / Luciano Pedicini

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