Lucy Hyeyoung Kim e la leggerezza della musica contemporanea

Per la seconda edizione del Concorso Internazionale di Interpretazione di Musica Contemporanea, del Reate Festival, abbiamo intervistato per voi il soprano Lucy Hyeyoung Kim.

Continuano le nostre interviste ai vincitori della seconda edizione del Concorso Internazionale di Interpretazione di Musica Contemporanea, che si sta svolgendo nell’ambito della tredicesima edizione del Reate Festival. Dopo l’intervista realizzata ai Phoinikes Quartet ecco invece la chiacchierata con il soprano Lucy Hyeyoung Kim. Proveniente dalla Corea del Sud, Lucy vanta già numerose partecipazioni a produzioni sia nel suo paese di origine che in Europa; le sue esperienze l’hanno portata a prestare la sua voce a opere di repertorio, ma il suo campo preferito è in assoluto quello della musica contemporanea, in cui tesse rapporti con i compositori e immerge tutte le sue energie artistiche.

Cosa ti ha fatto scoprire ed amare la musica contemporanea? Quando è scattata la scintilla?

Quando a 19 anni studiavo per una laurea in Corea del Sud, sono stata influenzata dai miei amici compositori. Per fortuna ho un’intonazione perfetta, un buon senso del ritmo e grande capacità di canto a prima vista. Così i miei amici compositori mi hanno chiesto di cantare le loro canzoni e ho cominciato ad interessarmi alla musica contemporanea. Mi sentivo molto attratta dal processo di composizione, dallo scambiare opinioni con loro e dal creare la musica insieme. Mi sono molto divertita con quei lavori e anche in seguito, quando ho trovato l’opportunità di cantare musica contemporanea, ho sempre partecipato in maniera entusiasta. Voglio continuare così.

La musica contemporanea ha ancora molte difficoltà nel trovare spazio nei cartelloni delle istituzioni musicali… perché hai deciso di affrontare questa sfida? Cos’è per te la musica contemporanea?

È vero che la musica contemporanea non è il campo principale del mercato musicale, ma non ho mai pensato che questa fosse una sfida per me. Credo che per le persone la contemporanea non sia facile perché non hanno l’orecchio abituato a determinate sonorità, dato che è qualcosa di nuovo. Tutta la musica, inclusa la barocca, la classica e la romantica erano musica contemporanea ai loro tempi. Ma finora, la musica è stata suonata e amata da molte persone. E sono sicura che verrà il giorno in cui la contemporanea, come l’altra musica, diventerà più familiare alle persone e verrà costantemente suonata. Ora la chiamiamo “contemporanea”, ma non sapremo come riferirci a questa musica in futuro, quindi mi occupo di fare la mia musica preferita come gli altri musicisti.

Cosa cambia nella lettura e nell’interpretazione tra un brano di repertorio e un brano contemporaneo?

Non credo ci sia una grande differenza tra pezzi classici e pezzi contemporanei, ma se c’è qualcosa che va visto diversamente, dipende dalle partiture. Ci sono spartiti contemporanei in cui i compositori hanno scritto indicazioni molto dettagliate, mentre altri danno molta libertà di interpretazione. Nel primo caso, se posso chiedere direttamente al compositore, tendo a chiedere loro anche una piccolissima parte. Nell’altro caso, cerco di creare la mia interpretazione e suonarla nell’opera.

Che ruolo ha per te il canto nella musica contemporanea? Quali sono le sue future possibilità?

Quando si canta musica contemporanea sembra di essere all’interno di un processo che prova fino a che punto una persona può esprimersi con la sua voce. Personalmente, cerco di trovare i suoni più diversi. Basandosi sulla vocalizzazione classica, ci sono così tante cose che si possono fare con le canzoni nella musica contemporanea, come nel jazz, nel pop, nel musical; sussurri, suoni parlanti e persino suoni imitativi intorno a noi. Le possibilità vanno oltre i limiti del passato, esprimendo tutti i suoni che possiamo sentire e imitare con le nostre voci.

Come interpreti la partitura vocale di un’opera contemporanea; questa per te è più uno strumento tra gli strumenti o è altro rispetto all’orchestra?

Penso che il genere dell’opera sia comunque per i cantanti. Nella musica contemporanea sono stati fatti diversi tentativi e che non si discostano molto dal quadro di base dell’opera. Non ho ancora cantato in un’opera di musica contemporanea, ma se avrò la possibilità, lo farò allo stesso modo di quando faccio opera classica: analizzo i personaggi, leggo gli spartiti, interpreto, suono e canto!

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