Cronache dal Sestetto Stradivari on the road

Days 1 – 21

Autore: Marica Coppola

29 Gennaio 2020

Direttamente dalla Germania, ecco come i membri del Sestetto Stradivari ci raccontano gli esiti della loro tournée: li abbiamo seguiti per tutti i loro 19 concerti, dal 27 gennaio al 16 Febbraio.

16.02.2020

Day 21: gran finale nell’antico castello di Ahaus.

Ahaus, h. 16.00

David R.: Dopo il viaggio di ieri molto lungo, di 600 km, siamo finalmente ad Ahaus. La città si sviluppa intorno ad un antico castello completamente disintegrato durante la Seconda guerra mondiale e ricostruito in tempi record. Stasera suoneremo per l’ultima volta nella torunèe il secondo programma che abbiamo in repertorio, quello con Strauss, Schöberg e l’Op.36 di Brahms.

Marlène: Il giorno di viaggio di ieri è volato! Siamo arrivati nel tardo pomeriggio, sono uscita subito ad ammirare il magnifico castello nel quale suoniamo e ho approfittato dell’ultima mezz’ora, prima della chiusura dei negozi, per fare dei regali. L’ultimo giorno della tournée, invece, passa lentamente. Ho impiegato tutta la mattina a rivedere le parti del prossimo programma in Accademia (è necessario per il rientro in orchestra di dopodomani). All’ora di pranzo Carlos ha accompagnato alcuni di noi addirittura in Olanda, dal momento che la domenica qui tutti i ristoranti sono chiusi! Per fortuna sono pochi chilometri! Il pomeriggio non scorre, non riesco a riposare; mi sento emozionata al pensiero di suonare il concerto finale della tournée, sto già ripensando a tutti i concerti, le città, le persone che hanno reso speciale questo tour. Ma soprattutto mi rendo conto della grande opportunità personale e del mio arricchimento a livello umano, non solo musicale. Questa tournée mi ha fatto capire cosa vuol dire risparmiare le energie e quanto sia importante, nei rapporti umani, prendere il tempo da dedicare a se stessi. Non sono mancati il cameratismo e la condivisione. I miei compagni di sestetto sono persone davvero speciali: ognuno di noi ha caratteristiche diverse ma siamo veramente un bel mix. Non dimenticherò la voglia di far bene, l’impegno e i nostri sguardi durante i concerti. Saranno ricordi che porteremo dentro di noi.

h. 23.30, Schloss Ahaus, Fürstensaal

Marlène: Il concerto è stato emozionante. Probabilmente la carica emotiva ha giocato un ruolo importante, ma la bellezza del contesto e il pubblico entusiasta (ci ha regalato ben due standing ovation) ci hanno donato la conclusione più bella che potessimo desiderare. I festeggiamenti sono iniziati già prima del bis (abbiamo deciso di suonare tutto il quarto movimento di Souvenir di Tchaikovsky), gli sguardi felici ed emozionati dei miei compagni mi fanno realizzare che siamo veramente giunti al termine. La mia felicità in questo momento è incommensurabile, ce l’abbiamo fatta! Il nostro impegno è stato ampiamente ripagato, quello che rimane non è soltanto aver “suonato bene”, è qualcosa di più profondo. In fondo la musica da camera è condivisione. Noi abbiamo avuto questa grande e meravigliosa opportunità di vivere insieme, per tanto tempo, le stesse abitudini e la stessa musica, senza stancarci mai di migliorare e di dare il meglio.

David R.: Dopo l’esecuzione di Schöberg, passati i canonici 6-7 secondi con i quali per prassi qui si separa l’esecuzione dall’applauso, qualcuno dal pubblico ha esclamato in tedesco “ E’ fantastico!!” Poi, è quasi per scommessa ma anche per lasciare la tournèe nel massimo del senso di compiutezza possibile che abbiamo eseguito come bis l’ultimo movimento del Souvenir de Florence… ciò è stato un gioco fra noi, che ha catturato in maniera definitiva il nostro pubblico. Dunque: pare proprio che una prossima torunèe qui in Germania non sarà lontana… e quando torneremo, non lo faremo senza di voi, carissimi amici di Quinte Parallele!

Day 19: albergo super e concerto in una delle sale preferite da Yehudi Menuhin.

14.02.2020

Villingen-Schwenningen, h.16.00

Marlène: Questa cittadina dal nome che sembra uno scioglilingua è molto bella! Dopo un po’ di ore di viaggio è stato piacevole passeggiare e visitare. L’hotel, molto particolare, stile moderno-tutto nero e rosso (mi è capitata una camera mansardata con maxi schermo e luci a led colorate)-è praticamente attaccato alla sala.

h. 18.00

Marlène: La Franziskaner Konzerthaus è impressionante: una sala da concerti che sorge da un vecchio monastero con un’acustica bellissima e generosa.

Diego: Si, si tratta di una chiesa medievale che nel 1982 è stata trasformata in sala da concerti. L’ acustica di questa sala è davvero straordinaria tanto che pare fosse una delle sale preferite in tutta Europa da Sir Yehudi Menhuin!

h. 22.30

Marlène: Il concerto è stato esaltante e coinvolgente, l’ultimo Brahms op.18 e l’ultimo Tchaikovsky della tournée. Siamo proprio alla fine e stiamo dando veramente il meglio. Il pubblico molto partecipe e caloroso. La serata sta proseguendo in un clima di grande festa!

Diego: Stasera il calore del suono, la trasparenza delle voci e la compattezza dell’insieme che si percepivano sul palcoscenico hanno fatto sì che potessimo davvero dare del nostro meglio nonostante la stanchezza che comincia a farsi sentire dopo un tour così lungo. Il pubblico è sembrato da subito molto concentrato e appassionato tanto che già al termine del primo movimento del primo sestetto di Brahms è esploso in un fragoroso applauso. Nella seconda parte del concerto eseguivamo Souvenir de Florence di Tchaikowsky che come sempre ha accompagnato il nostro pubblico in un’ esplosione di gioia confermata anche stavolta da un’incredibile vendita di cd!

David R.: Forse vi sembreremo ripetitivi nel dire che otteniamo alla fine di ogni concerto un grande successo… ma è così, e non ci sono altri termini per dirlo! Ora ci prepariamo per un’altra cena bavarese: durante il tour siamo stati assidui frequentatori della cucina tedesca, eccetto un paio di cucine italiane, una cucina greca e una spagnola. Ammetto che stavolta mi dispiace lasciare la città anche per l’albergo: è davvero meraviglioso, ci sarei rimasto per un’altra settimana!

 

Day 18: Tra la distilleria e l’atmosfera di una stazione termale…

13. 02. 2020

Bad Aibling, h.14.00

Malrène: Dopo tre giorni di inattività motoria causa freddo, finalmente ho passeggiato per un paio di ore. Sono state sufficienti per girare la città! L’attrazione principale del posto sono le terme, non mi sarebbe affatto dispiaciuto andarci, ma temo sempre di rilassarmi troppo e non avere sufficiente energia per suonare. In compenso ho goduto di una giornata dal clima più dolce. Al parco di fronte l’albergo ho visto qualche accenno primaverile, un bel laghetto e delle anatre a spasso che, in cerca di cibo, a un certo punto hanno iniziato a seguirmi!

David R.: Siamo appena arrivati a Bad Aibling! Io, David Diego accompagnati da Carlos siamo in giro alla scoperta della distilleria di Whisky chiamata Slurys, qui vicina, alle pendici delle Alpi bavaresi. Chiaramente andiamo a fare questa visita ahimè a solo scopo culturale… abbiamo il concerto tra poche ore! Come sempre ci piace approfittare dei momenti liberi per svagarci e dare ossigeno al cervello: è indispensabile arrivati ormai al diciassettesimo concerto.

Diego: Oltre ad assaporare questo buonissimo whisky stiamo avendo modo di godere di paesaggi veramente mozzafiato!

h. 23.00, sala Kurhaus.

David R.: Stasera abbiamo suonato nella Kurhaus, parte di un parco dedicato alla cura dove le persone vanno per rinfrancarsi, in quanto Bad Aibling nasce proprio come stazione termale.

Diego: La passeggiata di oggi ci ha fatto bene! Eravamo nell’ispirazione giusta e abbiamo dato vita ad un bellissimo concerto, dove il pubblico si è dimostrato veramente appassionato e ci ha tributato grandi consensi. Le vendite dei nostri cd sono ormai alle stelle!

David R.: Abbiamo venduto fin’ora circa 400 CD!! E’ impressionante come qui ci sia la cultura di voler conservare un vero e proprio ricordo ‘fisico’ di un concerto (in quanto CD, autografo)… cosa che in Italia non è forse sentita allo stesso modo.

Marlène: La sala da concerto era più piccola rispetto alle altre, ma il pubblico è stato da subito molto partecipe e allegro! Mentre andavamo a firmare i cd, mi ha colpito un signore che contento canticchiava ancora il bis, il terzo movimento di Tchaikovsky. Non posso crederci: mancano solo due concerti!

Day 17: Gita a Monaco e entusiasmo della promoter.

12.02.2020

Pullach, h. 15.00 .

Diego: Oggi siamo a Pullach, cittadina alle porte di Monaco. Abbiamo appena fatto una passeggiata proprio a Monaco, città bellissima con meravigliosi posti da scoprire come la Chiesa di S. Michele Arcangelo in Marienplatz.

Marlène: L’hotel di Pullach è bellissimo! La stanza molto spaziosa! Fuori fa molto freddo… ne approfitto per studiare un po’. Ma ho anche deciso di mangiare in camera, il room service dell’albergo mi ha portato un meraviglioso piatto di pappardelle al tartufo, al dente!!!! È scesa la lacrimuccia!

h. 18.00, sala Bürgerhaus.

Diego: La sala del concerto di questa sera è di nuova costruzione, ma ciononostante sembra avere un’ottima acustica: ci prepariamo ad offrire al numeroso ed esigente pubblico il nostro programma più complesso, quello con Strauss, Schönberg e l’Op. 36 di Brahms!

h. 23.00

David R.: Devo dire che Pullach mi è piaciuta di più rispetto a Gauting. L’albergo era meraviglioso e io, Diego e David abbiamo passato una giornata finalmente da turisti a Monaco di Baviera, di cui Pullach è alle porte. Dopo qualche ora di shopping e un tipico pranzo bavarese ci siamo subito messi all’opera: abbiamo fatto una prova acustica di Schönberg, desiderosi di cercare sempre del nuovo all’interno del lavoro che facciamo su questo brano. Il concerto è stato particolare: dopo aver suonato Strauss ci era sembrato di cogliere un’accoglienza quasi tiepida da parte del pubblico… ma in realtà abbiamo capito che ciò era segno di una profonda attenzione che stavamo avendo da parte del pubblico stesso, estremamente competente. Infatti dopo il concerto molti degli ascoltatori sono venuti a complimentarsi con noi, dimostrando ammirazione soprattutto per la nostra scelta del repertorio. Un parere che mi soddisfa in particolare è quello della promoter di questi concerti, violoncellista, che ha dichiarato di averci scelto proprio per il repertorio che suoniamo. Essere parte di un’orchestra come quella dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è sicuramente una garanzia: tuttavia non è sempre detto che lavorare in una buona orchestra corrisponda automaticamente ad essere buoni esecutori di musica da camera. A tal proposito questa promoter si è complimentata con noi proprio per l’alta qualità che ha riscontrato nel nostro ensemble ,ribadendo che il repertorio che proponiamo è stato per lei il primo positivo biglietto da visita. In effetti non si possono affrontare Strauss, Schönberg e l’Op. 36 di Brahms non sapendo a fondo cosa si sta per suonare…

Day 16: Meno quattro… gradi!

11.02.2020
Gauting, Bosco

Diego: Da quando siamo partiti la cosa che indubbiamente mi fa molto riflettere è che qui in Germania anche un comune di soli 20000 abitanti ha la sua sala da concerti e una stagione ricca dei più grandi nomi del concertismo internazionale.
E, incredibile ma vero, queste sale sono sempre strapiene, il pubblico è attentissimo e realmente interessato all’esecuzione!
La domanda sorge spontanea: ma cosa stiamo sbagliando in Italia? Un sacco di cose, ma di certo non è questo il luogo per cercare le risposte.
Il concerto di ieri sera a Gauting è stato semplicemente esaltante! Nonostante la sala avesse un’acustica abbastanza complessa alla fine del concerto abbiamo ricevuto il complimento più bello di tutto il tour!
Un signore, che poi abbiamo scoperto essere un ex contrabbassista dell’ Orchestra di Basilea, ci ha fermati dicendoci: “ chi avrebbe mai pensato che degli italiani potessero suonare Brahms meglio dei tedeschi?”

Marlène: Ci era stato anticipato che l’acustica fosse la più difficile. La sala molto moderna (il camerino con i poster di gruppi di vario genere), ho pensato di partecipare a un evento pop o essere alla Casa del Jazz! Qualcuno di noi facendo due note ha detto che il suono fosse “croccante” ma, appena abbiamo iniziato a suonare insieme, ho decisamente rivalutato l’acustica. Potevo sentire distintamente il suono di ognuno. Per questo motivo, al concerto, ho particolarmente apprezzato Schönberg.
Dopo le firme dei cd, un signore di una certa età, molto distinto, ci ha parlato in italiano; un musicista (non ho capito se professionista o amatore) entusiasta del concerto. Mi ha detto che è un peccato che io aggrotti la fronte quando suono e ha ragione! Alle volte la mia sembra un’espressione accigliata ma in realtà è la concentrazione!

David: Al contrario di Landshut, Gauting non offre molto al “turista da tournée”.
In più arriviamo sotto una nevicata seria e l’unica forma di conforto è un panino con il Leberkäse in un posto a 100mt dall’albergo.
La sala è molto moderna, stasera il concerto è sold out…
Siamo molto vicini a Monaco – Gauting è praticamente una periferia – e in Sala ho due miei carissimi amici che vivono a Monaco.
Il concerto è un successo, al punto che andando a firmare i CD, un signore – che poi si rivela essere stato contrabbassista della orchestra di Basel ci dice “chi avrebbe mai pensato che gli italiani potevano suonare Brahms meglio dei tedeschi!”

Ah,
Meno 4.
Concerti, non gradi. ?

 


Day 15: La rinomata ospitalità bavarese

10.02.2020
Landshut, Rathaussaal

David: Arriviamo a Landshut dopo un viaggio complicato. Stiamo letteralmente scappando dalla perturbazione Ciara e il vento è piuttosto mostruoso. E come se non bastasse all’arrivo a Landshut troviamo la neve…ma come a Burghausen la nevicata dura un’oretta lasciando il cielo limpido e una temperatura polare.
La sala del Rathaus dove suoniamo è INCREDIBILE. Direttamente da un romanzo di Tolkien, ci accoglie un salone ligneo con lampadari che una volta ospitavano candele. Il promoter locale, Peter, ci racconta la storia degli affreschi che ricoprono le pareti e l’acustica è spettacolare.
Il programma è un mix molto interessante che in questo tour abbiamo già suonato a Fulda – Strauss/Schönberg/Tchaikowsky – e anche se per noi è quello piu complicato da gestire, il pubblico lo apprezza particolarmente, quasi a sottolineare la catarsi festosa che Souvenir offre dopo i baluginii notturni della prima parte.
Serata conclusa in un ottimo ristorante, al solito.

 

Diego: Ieri ci siamo esibiti nella meravigliosa Prunksaal del municipio di Landshut. L’estetica della sala anche questa volta non era inferiore all’acustica che infatti ci ha permesso di dare del nostro meglio nel Capriccio di Strauss ed in Verklaerte Nacht di Schoenberg. La seconda parte del concerto era tutta dedicata al Souvenir de Florence di Tschaikowsky che come sempre riscuote un successo calorosissimo!
Anche ieri siamo stati invitati a cena dagli Amici della Musica di Lundshut in un fantastico ristorante tipico bavarese.
Possiamo davvero affermare che l’ospitalità dei tedeschi non è da meno di quella dei napoletani!

Marlène: Purtroppo oggi non ho avuto il coraggio di visitare la città, ho preferito riposare e recuperare un po’ di energia. La sala molto particolare, ricca di lampadari e dipinti. Quasi imbarazzante la facilità dell’acustica. Il concerto di questa sera prevede il programma più complicato come combinazione. Adoro suonare l’op. 36 di Brahms dopo Strauss e Schönberg. Suonare Tchaikovsky è sempre dura.
Mentre torno da una fantastica cena, con persone davvero speciali, faccio una videochiamata a mio marito, il quale, nonostante sia di nazionalità francese, sta cuocendo a fiamma molto bassa un ragù di carne! Chiaramente provo nostalgia di casa ma contemporaneamente mi dico che mancano solo 5 concerti e saranno sempre più intensi!


D

ay 14: Abbiamo fatto 13 nel Paese di Heidi

09.02.2020

Fischen, Fiskina

Marlène: Voglio rimanere qui!!

È una località di montagna molto suggestiva! La nostra prima reazione è il dispiacere di non avere abbastanza tempo per godere di tanta bellezza…anche l’albergo è stupendo! Camera con balcone e vista mozzafiato, piscina enorme, SPA e centro massaggi ma il tempo ci è nemico. Dopo appena un’ora e mezza dall’arrivo abbiamo la prova, a seguire concerto con registrazione live, eventuali correzioni e cena. Ci rifaremo, prima o poi!

Accoglienza anche qui strepitosa, con tanto di camerini con i nostri nomi (mi emoziono quando il mio nome viene scritto correttamente, con l’accento giusto)! Sono molto contenta dell’esecuzione in concerto, non abbiamo pensato troppo alla registrazione live e penso sia la maniera migliore per avere un’esecuzione spontanea e nostra. Il tredicesimo concerto è già passato, da domani inizia l’ultima settimana del tour!

 

David R.: Fischen è un piccolissimo centro, è tipo il “Paese di Heidi”. La sala da concerto è incredibile, perché è una baita gigantesca con un lato completamente di vetro (puoi vedere il paesaggio innevato all’esterno).

Diego: La giornata, come sapevamo, si è dimostrata molto impegnativa: era infatti prevista la registrazione per la Bayerischer Rundfunk (la radio bavarese). Prima del concerto abbiamo effettuato la prova per i tecnici del suono della radio e subito dopo il concerto abbiamo completato la giornata con un’ultima seduta di registrazione per effettuare alcune correzioni (la più clamorosa è dovuta ad un fragoroso colpo di tosse di una signora che sedeva in prima fila)! Il concerto è stato davvero bello: nonostante la sala fosse abbastanza sopranile, siamo riusciti a trovare il nostro suono caldo e “italiano” che così tanto viene apprezzato da queste parti.

Le vendite dei nostri dischi sono andate alle stelle e la faticosa giornata si è conclusa con una magnifica cena offertaci dagli Amici della Musica di Fischen!

Day 13: Un concerto indelebile, come la memoria…

08.02.2020

Dachau, Schloss

Diego: abbiamo suonato nel salone del magnifico castello di Dachau. Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questo meraviglioso salone, in cui l’acustica era assolutamente all’altezza dell’estetica. Il concerto è stato denso di emozioni chiaramente ispirate dalla triste storia di questa città. La sala traboccava di pubblico che ci ha tributato un grande successo alla fine del programma comprendente Strauss, Schoenberg e Brahms op.36.  Ispirati da quest’acustica praticamente perfetta abbiamo voluto offrire al pubblico un’esecuzione particolarmente intensa del secondo movimento dell’opera 18 di Brahms.

 

Marlène: La visita al campo di concentramento era necessaria e doverosa. Ho provato tristezza e angoscia, ma anche rabbia. Non mi capacito di tanta crudeltà, non mi spiego come degli esseri umani abbiano potuto compiere atti talmente scellerati. Superato il cancello in ferro battuto con la famosa scritta “Arbeit macht frei” sono arrivata al gigantesco piazzale delle adunate e degli appelli dove si decideva la sorte dei prigionieri. Il museo, allestito in una delle baracche ricostruite, riporta alla agghiacciante realtà di appena 70 anni fa. Ho preferito fare la visita in totale solitudine. Ho voluto vedere con i miei occhi le piccole stanze, piene di letti, i servizi igienici terrificanti, il forno crematorio, le camere a gas, le fosse comuni. Nonostante la profonda tristezza e commozione penso sia stato necessario e utile per non dimenticare. Sarà suggestione ma al concerto, pensando a tutto questo, ogni nota per me aveva un significato profondo.  Il concerto è stato molto emozionante, ma la giornata a Dachau sarà un ricordo indelebile.

David R.: io ho deciso di non andare al campo di concentramento, perché so che una cosa del genere (per come sono fatto) mi disintegra, emotivamente parlando…la serata sarebbe stata pregiudicata.
Io e Raffaele abbiamo un giro per il centro storico (Altstadt), in attesa che gli altri tornassero dalla visita al campo.

Day 12: Tra magnifiche sale e…una motosega

07.02.2020

Weiden, Max-Reger-Halle,

h. 22.00

David B.: This morning i woke up at around 8.30 and I heard this “hmmmm” (mugugna intervalli). I thought to myself: “Oh God, Diego, it’s 8.30 in the morning, I am trying to sleep and we have to leave at 12.30”. But when i wake up my hearing is a little strange; so I waited for 10 seconds and I realized it was A MOTOSEGA outside my window! So, sorry Diego! (risate di tutti).

David B.: I have been here before, because I came here many years ago with a quartet to play in the “Max Reger Festival” in the “Max-Reger Hall” and we played two quartets of…Max Reger!

David R.: Così per la prima volta abbiamo qualcuno che ha già suonato in una città e in una sala di questo turno. Dave Bursack was speaking to you!
David B.: Hooray!!

Marlène: Una giornata molto densa. Ho deciso di non rimanere in camera e sono uscita per pranzare, ma in realtà ho visitato il centro e ho fatto shopping, cosa per me molto rara. Il centro molto caratteristico: mi sono fermata a fare delle foto (sono una pessima fotografa), non ho pensato a niente e mi sono piacevolmente persa tra le vie. Per assurdo mi sono sentita più riposata rispetto a quando faccio due ore di siesta pomeridiana.

 

Diego: Stasera era la volta del “secondo” programma: Capriccio di Strauss, Verklaerte Nacht di Schoenberg ed il Sestetto op.36 di Brahms. Un programma per veri intenditori! Si può dire che, a giudicare dagli applausi e dal battere dei piedi del pubblico entusiasta, la complessità del programma sia volata via nella massima leggerezza! Indubbiamente l’ottima acustica della sala ci ha dato la possibilità di valorizzare tutta la tavolozza di colori che un programma così complesso ci mette a disposizione.

Marlène: Abbiamo suonato il più bel “Capriccio” di Strauss di sempre. Probabilmente il cambio di programma ha aiutato, ma il concerto di questa sera è stato particolarmente emozionante. Abbiamo sentito la partecipazione del pubblico, la facilità dell’acustica e la bellezza della sala ci hanno spronato a dare il meglio.

Diego: A conclusione della serata una magnifica cena a casa del promoter con tante persone carinissime e dell’ottimo vino cileno!

 

Day 11: ultimo Tchaikovsky alle 18.00 (per adesso) con un po’ di nostalgia.

06.02.2020

Amberg, Stadttheater.

h. 22.00

Marlène: Appena arrivata allo Stadttheater di Amberg ho adorato la sala, bellissima, un teatro, perfetta per la musica da camera. L’acustica meno facile di ieri, ma molto chiara e onesta. Abbiamo utilizzato la prova di assestamento per studiare insieme un po’ di intonazione e la pulizia del suono; per me è interessante vedere i nostri miglioramenti nel corso della tournée, è bello poter apportare piccoli cambiamenti volti a evolvere e scoprire interpretazioni diverse.

David R.: All’interno di quella che era una basilica hanno costruito questo teatro tutto in legno, molto bello. Da domani cambieremo la sequenza dei brani in repertorio, niente più Tchaikovsky alle 18.00! Siamo stanchi ma contenti, e ammetto: soprattutto contenti di cambiare un po’ programma! La pesantezza mentale di ripetere sempre la stessa musica inizia a farsi sentire…

Marlène: La serata è proseguita poi in un ristorante italiano, un locale molto moderno, sembra di essere a Milano! Arriva po’ di nostalgia, una sensazione in realtà bella e per niente triste.

 

Raffaele: Dopo la proposta di una signora del pubblico di acquistare la mia viola per sua figlia, non so cosa di più strano e allo stesso tempo divertente mi attenda ancora… ma a proposito di nostalgia: passata quella del caffè, ora arriva quella della pizza!!


Day 10: Gita al castello e tappa in lavanderia prima del nono concerto.

05.02.2020

Burghausen, h.9.00.

Marlène: Stamattina mentre vi parlo avviene un piccolo miracolo: dopo tre settimane vedo finalmente il sole!Ci sarebbe da fare una danza in suo onore per l’emozione!!!

Marlène: Carlos ci ha aiutati a trovare una lavanderia, la nostra salvezza! Di buon ora, carichi di buste di panni, ci siamo recati da due signore che in pochissime ore hanno lavato, asciugato e piegato con la massima cura i nostri vestiti! È stato emozionante! Valigia come appena fatta, si può ricominciare!

h. 15.00

Diego: Finalmente eccoci a Burghausen dove ci attendeva l’agognato giorno di riposo! La prima parte della giornata è passata tra qualche ora di studio, una bella passeggiata al castello sotto la neve e un riposino prima del concerto.

David R.: Stamattina abbiamo concluso la passeggiata verso il castello scendendo dalla rocca e andando a mettere piede direttamente in territorio austriaco! Il fiume Salzach presso il quale ci trovavamo divide infatti la Germania dall’Austria.

Il concerto è alle 18 nella sala del Kurfüst-Maximilian-Gymnasium …  ancora una volta suoneremo Tchaikovsky e il resto del repertorio:  prima o poi forse li avrò imparati questi pezzi?!

 

Marlène: La cittadina è bellissima, con un imponente castello, una piazza e palazzi colorati: è curata come un salotto. La bellezza e la pulizia di questi posti mi impressionano sempre; la cordialità delle persone e la correttezza dei modi mi fanno pensare all’Italia, a quanto si vivrebbe meglio con un po’ di attenzione in più. Durante il viaggio ci siamo accorti che la temperatura si è sensibilmente abbassata, finita la tregua dal freddo! Maglie e calzamaglie termiche a me, meglio coprirsi bene!

 

Kurfürst-Maximilian Gymnasium Aula , h.22.30.

Diego: Arriviamo così a quella che fino ad ora si rivela essere la più bella sala del tour sia dal punto di vista estetico che da quello acustico: uno splendido salone delle feste del 1600 dei padri gesuiti. L’acustica, leggermente ridondante in prova, si rivela praticamente perfetta in concerto consentendoci di dare davvero il meglio di noi rischiando piani sonori al limite dell’inudibile. La performance è stata un vero successo e continua inesorabile la vendita dei nostri cd!

Marlène: La sala di stasera ci colpisce non solo per la bellezza. Il suono qui risulta subito bello, senza sforzo corre e riempie tutta la sala. La giornata di stacco ci ha fatto bene, anche se abbiamo viaggiato tante ore. Ci siamo ricaricati e ce ne siamo accorti durante il concerto. Risuonare gli stessi pezzi non è sempre facile, ma tutte le varianti di acustica, di umore e stati d’animo aggiungono comunque sensazioni differenti.

David:  Il concerto è stato meraviglioso:  la sala del Gymnasium è antichissima e di rara particolarità. Abbiamo avuto il sold out e la gente batteva i piedi e le mani a ritmo  alla fine del concerto. Oggi nel momento delle firme dei CD è arrivato per ultimo un signore di  circa 90 anni con la moglie, che dopo essersi complimentato con noi paragonando il nostro suono a quello di un’intera orchestra ha comprato ben 3 CD: due per sé e un altro che ha deciso di regalare. Lui era il vecchio insegnante di musica di Burghausen, violoncellista dell’Accademia di Monaco. Ma eccoli! Eccoli che ci salutano in questo momento mentre passano in auto!! Ora ci prepariamo per festeggiare quest’altro successo a cena.

Marlène: Altro aneddoto simpatico: avevo bisogno di stampare le parti del programma che faremo in orchestra appena tornati. Il gestore dell’albergo, gentilissimo, ha provveduto subito a stampare tutto e non ha voluto essere pagato. Mi ha raccontato che i suoi figli studiano il violino ed era un piacere aiutarmi. Ho chiesto se voleva venire con la famiglia al concerto ma, dovendo occuparsi sia lui che la moglie anche del ristorante, non potevano lasciare il lavoro. Tornando dal concerto abbiamo portato cd e i fiori che abbiamo ricevuto. Ancora una volta sono grata per tanta ospitalità.


D

ay 09: La prima giornata “libera” (o quasi?)

04.02.2020

in viaggio per Burghausen,  h.10.00

Marlène: sta appena per iniziare una giornata libera, in cui ci aspettano tantissime ore di viaggio… cosa faremo stasera, senza suonare? Sicuramente nulla ci toglierà una meravigliosa birra!

Qualche ora dopo ecco  i primi segni di cedimento…

Burghausen, h.22.00.

…fino a che il desiderio della birra si concretizza!

David R.: Questa giornata non è stata faticosa come ci aspettavamo, il viaggio è andato molto bene, con molte soste brevi che ci hanno aiutato anche a recuperare qualche ora per esplorare Burghausen. Siamo arrivati verso le 18.00, il borgo è dominato da un castello molto grande che domani vorremmo visitare. Questo posto è un piccolo conglomerato di casette: la cosa più impressionante è stata essere di sera ai piedi di questo gigantesco castello, che è molto diverso dall’immaginario comune, estendendosi in lunghezza. Si tratta di una rocca che è più lunga che alta. Adesso celebriamo il nostro arrivo qui cenando in un ristorante tipico della regione di Monaco.


Day 08: gli spartiti iniziano a ribellarsi…

03.02.2020, h. 23.00

Meppen, Theatersaal

Sara: Il concerto ad Amburgo ci ha letteralmente travolti, per il calore del pubblico, già evidente alla fine della prima parte del programma. Era un ampia sala da concerto, l’acustica, che in prova ci era sembrata eccessivamente generosa, si é poi rivelata perfetta, una volta iniziato il concerto. Le persone “assorbivano” il nostro suono, ci sorridevano, ci ascoltavano con attenzione e coinvolgimento. Al termine di Tchaikowsky l’esplosione é stata totale, un entusiasmo assolutamente emozionante.
Dopo Amburgo ci siamo diretti a Meppen, una cittadina che conta tre fiumi, con una graziosa chiesa in cui c’era un immancabile e mastodontico organo, come da perfetta tradizione tedesca. Il concerto é stato intenso, Brahms e Tchaikowsky sono sempre un bellissimo viaggio pieno di emozioni, ed il pubblico silenzioso e concentrato ci ha accompagnati con grande calore. Anche qui abbiamo trovato molti sorrisi e affetto ad attenderci al termine della serata.

Marlène: Una camera bellissima, luminosa, nonostante il cielo grigio fuori. Risentiamo della mancanza di sole, ma ci siamo ormai abituati o forse abbiamo perso la speranza anche quando intravediamo qualche sporadico sprazzo di luce! Stasera ho avuto un piccolo incidente con la parte di Souvenir di Chaikovsky, prima o poi doveva succedere! Purtroppo le vecchie parti si stanno consumando, ho una pagina con un pezzo di fotocopia in cima che non voleva stare su, ho provato in tutti i modi di sistemarlo ma le otto battute di pausa non sono bastate, ho suonato a memoria due righe ma altre tre erano coperte! In qualche modo sono riuscita a limitare i danni, arrivata alla parte visibile ho tirato un sospiro di sollievo!!! Da lì in avanti il concerto è volato. Mi ritrovo già al ristorante, una bella birra per festeggiare e cucina greca!

Diego: Ieri abbiamo suonato ad Amburgo la patria di Johannes Brahms! E così lo abbiamo festeggiato eseguendo il sestetto op 18 e, successivamente, il Souvenir de Florence di Tchaikowsky.
La Sala era assolutamente gremita di pubblico che ci ha tributato grandi applausi e standing ovation!
Al termine abbiamo scoperto che è stata la città dove sono stati acquistati più cd in assoluto: ben 41 in una sola serata!!
Stasera invece siamo a Meppen dove ci siamo esibiti nel teatro della città.
L’acustica come in tutti i teatri era abbastanza asciutta ma nonostante questo siamo riusciti anche qui ad avere un bellissimo successo coronato dall’esecuzione del secondo movimento del sestetto op.36 di Brahms come bis! Anche qui grande successo e vendite alle stelle!!

David: Quella di ieri ad Amburgo era una giornata “no” per me. Non avevo una grandissima voglia… È difficile trovare stimoli sempre diversi su partiture che si suonano a ripetizione. Beh, la reazione del pubblico di Amburgo è stata fondamentale per ritrovare lo scambio e l’empatia con l’uditorio. Uscendo dalla sala dove firmavamo i dischi – ben 41! – sono stato letteralmente abbracciato da una signora del pubblico che non aveva parole per la felicità che aveva provato durante il concerto!


Day 07: You’re fuc**** impressive!”

02.02.2020, h. 23.00

Amburgo, Sasel-Haus

David: Abbiamo appena finito il concerto ad Amburgo. Ben 41 cd! Il bestseller dei concerti finora. Friedemann, il promoter, ci ha fermati per dirci: “you are a fuc**** impressive group of strings”!

Marlène: L’hotel in una zona tranquilla poco fuori la città, stanza grande e confortevole ma soprattutto ottimo ristorante! Finalmente un pasto caldo e sano e una piccola passeggiata. Tutto fa pensare a una giornata tranquilla ma quello che è avvenuto in seguito è stata una vera e propria esplosione. Arriviamo alla sala, non me l’aspettavo così spaziosa, con un palco in alto, tutto in legno. Durante la prova di assestamento abbiamo riscontrato qualche difficoltà con le luci ma tutto è stato risolto rapidamente, sempre grazie a Carlos che, ribadisco, è il nostro angelo custode. Temevamo per l’acustica, un po’ di riverbero ma immaginavamo già che sarebbe cambiata con il pubblico e così è stato. Il concerto è stato un evento rock, ancora non posso crederci! Il pubblico reagiva a ogni pezzo, sentivamo le loro esclamazioni di stupore e, chiaramente, reagivamo enfatizzando con la nostra musica. Alla fine del concerto tifo da stadio, arrivati al momento del bis, Raffaele non aveva la parte di Boccherini, abbiamo improvvisato sul palco in maniera talmente comica che sembrava studiata a tavolino, pubblico in delirio. La bravura di Sara, ogni volta si immola a parlare in pubblico in tedesco, introducendo il bis, è riuscita a coinvolgere tutti e a toglierci dal dal momento di impasse. Mitica! Il risultato è stato un tripudio di applausi e ben quaranta cd venduti. Baci e abbracci veri e propri con il pubblico, un affetto che mai avrei sognato. Dopo le firme dei cd il promoter simpaticissimo ha voluto che rimanessimo a brindare e, chiaramente, non potevamo tirarci indietro! Anche lui felicissimo della nostra performance, non a caso un trombettista che, parole sue, raramente rimane impressionato da un gruppo d’archi. Il complimento più bello anche da parte del pubblico è stato sull’op. 18 di Brahms, per noi una grande soddisfazione. La serata è continuata con una divertentissima cena al ristorante cinese. In fondo il bello di una tournée è anche questo, poter festeggiare insieme.


Day 06: Warstein, città della birra

01.02.2020, h. 23.00

Warstein

Diego: A Bad Oeynehausen abbiamo avuto il piacere di esibirci nella chiesa Evangelica dove, complice una fantastica acustica, abbiamo eseguito il Sestetto di Brahms op18 e il Souvenir de Florence di Tchaikowsky.
Come da tradizione, sull’ultimo accordo di Tchaikowsky possiamo dire che la sala è letteralmente esplosa tributandoci addirittura una standing ovation!!
Ieri sera invece siamo stati a Warstein patria della omonima birra!!
Qui ci siamo esibiti in una bellissima villa privata che nel tempo è stata trasformata in museo. Anche qui l’acustica del salone nel quale abbiamo suonato era a dir poco fantastica. Abbiamo avuto modo di sfruttarla appieno nel programma che comprende Schoenberg, Strauss e Brahms op36, sfoggiando i nostri colori più tenui.
Il successo è stato molto caloroso festeggiato da abbondanti dosi di birra Warsteiner!

David: Warstein. Città nota per la birra – la decisamente famosa Warsteiner – ci accoglie in un pomeriggio molto tedesco, grigio e piovoso.
Suoniamo in una antica magione, una volta di proprietà privata oggi museo. All’ingresso due “vecchine” dall’età indefinibile, di una gentilezza incommensurabile che ci portano in giro per la casa. C’è qualcosa di Agata Christie, in loro e nella scenografia nella quale ci aggiriamo, sembra che quanto fosse arredo della abitazione privata non sia mai stato modificato né spostato.
Ma la più bella sorpresa è la sala dove suoniamo.
Un grande salone, che forse fu il salone delle feste della casa, con sedie in ogni dove e distanza minima tra noi e il pubblico – un centinaio di persone – ridotta al minimo. Minimo intendo che la prima fila poteva sentire il mio respiro ed essere investiti dal grip dell’arco sulle corde prima ancora che dal suono.
Situazioni del genere in Italia sono molto rare – l’unica che mi viene in mente è Villa di Donato a Napoli – dove la musica da camera è realmente riportata alla sua dimensione originale, in uno spazio funzionale alle sonorità originare e con la possibilità di condividere l musica nel senso più etimologico del termine.
In prima fila, praticamente alla mia destra, sedeva una coppia di giovani genitori. Sulle gambe del padre, un bambino di non più di 5 anni, che ha assistito in silenzio e attenzione a tutto il concerto. Nel punto più “doloroso” e violento di Verklaerte Nacht, ha cercato la mano del padre, per avere conforto…

Marlène: Un’altra sala bellissima, in un contesto più raccolto, l’ideale per il programma di questa sera. Fare musica da camera in un salotto è sempre un’esperienza piacevole. Avere il pubblico a pochissima distanza fa percepire la partecipazione emotiva e su Schönberg era palpabile. Dopo la fine di ogni pezzo sentivo il fiato sospeso del pubblico e il rumore della pioggia, un momento davvero suggestivo. Durante la pausa ho incontrato alcune signore, qualcuna italiana, ho sentito molto calore e ho capito quanto sia bello poter trasmettere gioia alle persone che ascoltano. Mille attenzioni e tanto entusiasmo da parte di chi ci ha ospitato, per me è qualcosa di veramente unico. Ovviamente ho provato la birra locale, era doveroso e mi sono sacrificata! Domani mattina la partenza sarà molto presto, con una giornata intensa, ma noi siamo pronti! Amburgo stiamo arrivando!


Day 05: standing ovation!

31.01.2020, h. 23,00

Bad Oeynhausen, Auferstehungkirche am Kurpark

 

Marlène: Bellissimo concerto, con tanto di standing ovation!!! Suonando in chiesa avevamo un po’ di riverbero ma grazie ad alcuni accorgimenti usati durante la prova di assestamento è stato più semplice del previsto. Riuscivo a sentire tutti e suonare liberamente. Anche qui l’accoglienza è stata speciale, rimango sempre impressionata dalla quantità di attenzioni da parte di chi ci ospita, arrivare al concerto rilassati aiuta sicuramente a dare il meglio. La grande opportunità di suonare per tanti giorni di seguito è anche un arricchimento: misurarsi con le proprie energie e provare a dare sempre di più, scoprendo dettagli nuovi e obiettivi diversi. Si riparte già, negli occhi altre immagini, sensazioni, persone che non dimenticherò.


Day 04: Rheine e i simpatici incidenti di percorso

                                                                                                                   30.01.2020, h. 21.00 (Intervallo del concerto)

Falkenhof Rheine, Morriensaal

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Sant’Antonio in Rheine

Raffaele: Il concerto prevedeva Strauss, Schoenberg e Brahms. Dopo aver suonato un ottimo Strauss, ci prepariamo per il pezzo successivo e accordiamo.

David: Il problema è che nessuno aveva detto a Raffaele l’esatto ordine! Per cui, nel silenzio assoluto, Raffa comincia con l’op.36 di Brahms…Un secondo di imbarazzo, qualcuno di noi aveva pensato addirittura di cominciare l’op.36 pur non avendo le parti davanti. Poi però lo abbiamo fermato e gli abbiamo detto: “Raffa, c’è da fare Schoenberg” (risate generali).

Raffaele: Abbiamo fatto un ottimo Schoenberg e adesso siamo in attesa di suonare Brahms (stavolta per davvero).

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Momento Bratwurst

 31.01.2020, h. 00.30

David: Abbiamo suonato per la prima volta, in questo tour, l’op. 36 di Brahms: è un sestetto molto diverso dall’op.18, perché ha un colore molto più intimo. Sembra che questo sestetto fosse dedicato a una donna amata da Brahms, che però non ha mai corrisposto l’amore del giovane Johannes. C’era gente in prima fila molto emozionata, con le lacrime agli occhi.

Marlène: Rheine rimarrà nel mio cuore. È il primo giorno, dopo due settimane in Germania, che decido di passeggiare per la città, rinunciando al riposo in albergo. Sono stata in giro per ben tre ore! Avevo voglia di sgranchirmi le gambe e stare all’aperto, la temperatura fortunatamente lo consentiva. Ho passeggiato lungo il fiume, ho girato forse tutta la cittadina e, cosa rara per me, sono entrata nel centro commerciale di fronte l’albergo, anche se non ho resistito per più di dieci minuti! Oggi la giornata è veramente volata, ma ci sono stati momenti che non dimenticherò. La sala era in un museo, bellissimo colpo d’occhio all’esterno, altrettanto affascinante dentro. Una signora dolcissima ci ha accompagnato e ha fatto letteralmente la guardia ai nostri camerini mentre faceva la maglia con tanto di gomitolo e ferri. Non so come ma abbiamo comunicato, lei rigorosamente in tedesco e io che cercavo di capire, ricambiando la sua cortesia con ampi sorrisi e le uniche espressioni di ringraziamento in tedesco che conosco! Alla fine ci siamo abbracciate! Il concerto è stato particolarmente speciale, piccoli incidenti di percorso hanno aumentato la coesione del gruppo, da un determinato momento in avanti è stato come chiudere gli occhi e lasciarsi andare. Una volta riaperti ho visto una signora, di fronte a noi, con gli occhi pieni di lacrime, che ci ringraziava. Credo che per un musicista sia la soddisfazione più grande. Dopo il concerto siamo andati in un ristorante italiano, da “Angelo”. Un signore sardo, molto affettuoso, ci ha fatto sentire a casa. Una giornata così bella non poteva concludersi meglio!

In giro per Rheine

Diego (Days 3-4): I concerti a Nienburg e Rheine sono stati accomunati da una sala non particolarmente affascinante ma in entrambi i casi dall’ottima acustica. A Nienburg abbiamo trovato una sala in legno dall’acustica “onesta” che ci ha permesso, nonostante il palco davvero scomodo, di dare il meglio di noi nell’ op. 18 di Brahms e in Tchaikovsky.

cena post-concerto da “Angelo”

A Rheine ci siamo invece esibiti in una delle sale del museo, anche questa strapiena di pubblico che ha apprezzato con grande attenzione un programma abbastanza complesso (Capriccio di Strauss, Verklaerte Nacht di Schoenberg e il secondo Sestetto di Brahms).

Grande successo anche qui confermato dalla copiosa vendita di CD!!


Day 03: Nienburg e il Master in “composizione di valigia”

29.01.2020, h. 23.00

Nienburg, Giebelsaal

Marlène: Il viaggio di oggi è durato di più. È stato bello vedere il paesaggio cambiare e tra libri, film e un piccolo riposino il tempo è passato piacevolmente. La sensazione ora è che tutto scorra più velocemente e che la giornata finisca presto, abbiamo preso il ritmo della tournée! La sala molto curata, completamente diversa rispetto alle altre, con un’acustica bella e, come abbiamo detto tutti, sincera! Quello che sentivamo sul palco arrivava in sala, permettendoci di essere a nostro agio con tutte le nuances di suono. Anche stasera l’accoglienza è stata meravigliosa, un omaggio floreale a me e Sara e bottiglie di vino ai nostri compagni del Sestetto. A fine concerto un brindisi con gli organizzatori, davvero deliziosi! Stasera a letto presto, ci vuole un po’ di riposo, per ricaricare le energie per un nuovo giorno!

(Qualcuno è arrivato prima in camerino…chi sarà stato?)

 

30.01.2020, h. 10.00

(in partenza per Rheine)

David: Abbiamo fatto ieri sera il concerto qui a Nienburg. L’aspetto su cui volevo porre l’accento è che in realtà dopo 4 giorni e 3 concerti (stiamo per andare a fare il concerto a Rheine) abbiamo capito come una delle attività più difficili di questo tour sia la preparazione del bagaglio. Ognuno di noi ha da considerare 19 concerti, quindi 19 outfit per il concerto, più il bagaglio per una tournèe in una regione dove la temperatura media è, diciamo, 6° C (il che comporta che ci siano maglioni, felpe tecniche, giacconi, guanti, cappelli): il tutto deve entrare in 23 kg di bagaglio. Adesso siamo in Van, ma quando torneremo avremo bisogno di un aereo perché certo non torniamo in Van dall’ultimo concerto fino a Roma. Ogni giorno cambiamo albergo (l’altra difficoltà è ricordarsi ogni volta il numero della nuova stanza); a Nienburg le nostre stanze erano veramente piccole, perché la cittadina è molto piccola e non ha alberghi giganteschi che possano offrire uno spazio adeguato. Diego, nell’albergo di Nienburg, ha dormito in una specie di tetris: tra il letto, la valigia e il violoncello (lo stesso dicasi anche per Sara).
La nostra giornata viene distribuita così: ti svegli (sono quattro giorni di fila che mi sveglio alle 6.06, non so per quale cavolo di motivo), ti fai la doccia, prepari la tua valigia, scendi, carichi i bagagli sul Van (la partenza è intorno alle 10.00/10.30, perché le distanze da coprire sono abbastanza lunghe), arrivi nella nuova città, entri nel nuovo albergo, riapri la valigia, prendi la tua giacca/pantalone/maglietta (la valigia chiaramente esplode, perché i panni non ne vogliono sapere di stare nella posizione nella quale li avevi riposti), fai una prova generale, ritorni in albergo, doccia (perché ti sei disintegrato), e devi ricominciare a pensare a come devi richiudere la valigia il giorno dopo. Questo è, sì, un tour, ma in parallelo c’è un Master in “composizione di valigia”.


Day 02: L’incontenibile emozione del pubblico a Fulda.

 

28.01.2020, h. 23.00.

Fulda, Schlosstheater

Diego: La sala di questa sera era meravigliosa, in stile barocco e molto capiente. C’erano circa 400 persone per le quali abbiamo eseguito Strauss, Tchaikovsky e Schönberg. Il luogo, nonostante la sua bellezza, è risultato anche in questo caso abbastanza complicato dal punto di vista dell’acustica. Non è stato facile… fortunatamente ne siamo venuti fuori con uno splendido successo!  Anche stasera ci hanno atteso molte persone  a fine concerto per gli autografi,  e abbiamo avuto i complimenti  del recensore  del giornale di Fulda che scriverà un articolo a tal proposito. Vediamo la serata di domani cosa ci riserva!

Marlène: La sala era veramente incredibile , appena arrivati siamo rimasti folgorati dalla sua bellezza sfarzosa! Io però ho notato subito le sedie, perfette! Ok, schiena salva! Ci hanno subito avvisato che l’acustica avrebbe privilegiato le tessiture basse, dopo un po’ di accorgimenti durante la generale abbiamo capito che fosse più importante non pensarci e suonare liberamente.  Il risultato è stato sorprendente, in concerto il suono correva libero, potevamo giocare con le sonorità senza il timore di coprire o non sentire gli altri strumenti. Il pubblico è stato particolarmente caloroso.  Si percepiva l’attenzione durante Schönberg, il silenzio dopo il finale è stato emozionante ma alla fine del primo movimento del Souvenir  di Tchaikovsky c’è stato un accenno di applauso e di stupore e per noi è stata una grande conquista! Ci siamo caricati di un’energia incredibile, un crescendo di emozioni fino al bis richiesto a gran voce dal pubblico.

Ph. credits: Martin Engel.

David Romano: Si, siamo riusciti a fare applaudire  il pubblico alla fine del primo movimento di Tchaikovsky!! La gente era in estasi, batteva i piedi a terra per l’emozione ed esultava…

Sara:  Abbiamo suonato Verkläerte Nacht di Schönberg per la prima volta in questo tour. L’emozione è stata incredibile, ci siamo sentiti come se avessimo fatto un viaggio lungo come una passeggiata di notte. I miei amici del Sestetto sono stati magici come sempre ed io sono felice!

Marlène: Piccolo particolare all’inizio del concerto: appena seduti uno spettatore ha urlato “buonasera” e noi, con il pubblico,  abbiamo riso parecchio, incredibile! Stasera niente cena dopo il concerto, domani mattina si parte presto ma non ho potuto rinunciare a una dissetante birra con David Bursack e il mitico Carlos, figura fondamentale nel nostro tour.  Carlos ci accompagna, guida il van ma soprattutto è di fatto il nostro angelo custode. È stato bellissimo il suo consiglio: ”Siate voi stessi, non pensate troppo, il pubblico si aspetta il vostro carattere, la vostra energia italiana”! Grazie Carlos, alla fine ciò che conta è essere sinceri e uniti in questa bellissima avventura.


Day 01: Familiarità a Coburg.

27.01.2020, h. 22.30

Coburg, Kongresshaus Rosengarten

David Romano: Eccoci direttamente dalla Sala dei Congressi Rosengarten di Coburg,  dove abbiamo appena terminato il nostro primo concerto! Il posto in cui abbiamo suonato è un centro conferenze, che ha molte pareti e porte in vetro… oggi ci è stata indispensabile una prova sul posto per calibrare tutta l’impostazione delle nostre necessità sonore. Il primo brano che abbiamo suonato è stato l’Op. 18 di Brahms, e qualcosa di strano sembrava essere accaduto alla fine del pezzo. Sono passati circa otto o dieci secondi prima che partisse l’applauso, secondi che ci sono sembrati eterni, tanto da farci chiedere se tutto fosse andato come doveva! Ma in realtà abbiamo capito che qui è prassi attendere che l’emozione cali prima di partire con gli applausi, diversamente dall’abitudine delle sale italiane. Dopo l’intervallo siamo entrati in sala per suonare Souvenir de Florence di Tchaikovsky, e questo è stato un vero e proprio evento:  per l’Associazione degli Amici della Musica di Coburg, che esiste da 113 anni,  la nostra  è stata la prima esecuzione del brano in assoluto; l’aspettativa era alta, e ce ne siamo resi conto proprio dal finale. Il pubblico non ha atteso in questo caso il ‘fall down’ dell’emozione per partire immediatamente con un calorosissimo applauso. Abbiamo fatto sì che infrangessero in questo caso un’etichetta! Come bis abbiamo suonato il Capriccio di Strauss… il momento era carico di emozione, soprattutto perché nel Giorno della Memoria questa musica ha assunto un significato ancor più intenso.

Sara: L’ accoglienza calorosa da parte del pubblico e da parte delle famiglie che ci hanno ospitato è una dimensione rara da trovare, un’atmosfera domestica che lontani da casa fa sempre piacere vivere! C’è stata affetuosità, prontezza e disponibilità a tutti gli effetti verso di noi. La sala era bellissima. Ci siamo dovuti abituare all’acustica ma abbiamo trovato la strada attraverso di noi, tra di noi… è sempre un bel viaggio, e questo è solo l’inizio.

Marlène: Una prima tappa, questa, carica di emozioni e aspettative: finalmente è arrivato il primissimo concerto atteso da tanti mesi! C’è stata qualche piccola difficoltà di ordine linguistico con le famiglie che ci hanno accolto, ma l’abbiamo  superata grazie alla preziosa Sara che si è eroicamente immolata traducendo tutto il tempo. La sala era molto ampia, l’acustica inizialmente poco calda è poi migliorata, come spesso accade, grazie alla presenza del pubblico. Il concerto è stato intenso, pieno di emozioni forti. Temevo la stanchezza e il mal di schiena: purtroppo la sedia non mi consentiva un assetto comodo, solitamente questo mi porta ad avere dolori. Invece la concentrazione e la bellezza della musica mi hanno come rinvigorita anche grazie all’energia che proveniva dai miei compagni del Sestetto. Per quanto riguarda il mal di schiena grazie al mio meraviglioso allenatore Max ho imparato a praticare vari esercizi di ginnastica posturale che mi salvano dai numerosi viaggi e dalle sedie scomode! Sono felice dell’inizio e non vedo l’ora che arrivi il prossimo concerto.

Diego:  Il grandissimo successo, riscontrato da parte di un pubblico calorosissimo negli applausi, è stato ulteriormente confermato dalle persone che ci hanno atteso a fine serata per l’acquisto dei nostri CD e per gli autografi. Il bilancio di questo primo concerto è positivo, speriamo di riuscire a mantenerlo così alto!


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Written by Marica Coppola

Violinista e musicologa. Nel 2017 consegue la laurea in violino presso il Conservatorio di Napoli "San Pietro a Majella" e nel 2020 si laurea in Musicologia presso l'Università di Roma "La Sapienza", con una tesi in musiche contemporanee. Recentemente ha partecipato ad un progetto di ricerca presso il Beethoven-Haus a Bonn.

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